Guida Michelin: i ristoranti sotto i 35 euro consigliati in Liguria

Per un pasto dall'ottimo rapporto qualità prezzo, i ristoranti consigliati dalla Guida Michelin in Liguria, tra cucina di terra, piatti di mare e antiche tradizioni contadine

Nella lista dei ristoranti per un pranzo o una cena sotto i 35 euro, consigliati dalla Guida Michelin, nove si trovano il Liguria. A cominciare dal suo capoluogo. A Genova, la Trattoria Bruxaboschi è il luogo giusto in cui gustare le ricette della tradizione genovese. Nell’antico borgo di San Desiderio, è un luogo dalla storia lunghissima: ha la stessa età dell’Italia unificata, e ospitò persino Giuseppe Mazzini. Si può pranzare all’interno del locale, oppure sul terrazzo all’ombra di ippocastani secolari, accompagnando il pasto con un’ottima carta di vini e distillati. Tra le specialità, le picagge (tagliatelle speciali) “matte” al pesto, realizzate con impasto a mano e tirate al mattarello, la cima alla genovese (carne di pancia di vitello) con insalata e il latte dolce fritto. Sempre a Genova, ma nel quartiere di Voltri, l’Ostaia da u Santu sorge poco lontano dal Santuario di Nostra Signora delle Grazie, tra boschi e campi coltivati. È una tipica trattoria di campagna, ricavata da una casa di fine Settecento e gestita dalla famiglia Barbieri, che – nei piatti come negli arredi – ha cercato di preservare i dettami dell’antica civiltà contadina ligure. In menù, piatti tipici come la trippa in umido, il coniglio arrosto al rosmarino, l’agnello con i carciofi, i taglierini al ragù di verdure. A Cavi di Lavagna, nel Golfo del Tigullio, c’è invece il Raieu. Agli inizi degli anni Settanta, qui, mamma Maria aprì un ristorante di pesce e di crostacei, pescati dal marito Giulio. Oggi, la figlia Carla prepara piatti della tradizione sulla base del pescato del giorno: ravioli e gnocchi di pesce realizzati a mano, acciughe al limone, riso alla marinara, scampetti alla salvia in pastella. E poi le zuppe: di muscoli, di pesce, di frutti di mare, di arselle.

Guida Michelin: i ristoranti sotto i 35 euro consigliati in Liguria

Sempre in provincia di Genova, a Montoggio, c’è un altro ristorante dalla storia antichissima: è il Roma. In principio fu la bisnonna Luigina, col suo locale in cui si fermavano le carrozze dei signori. In seguito, le nuove generazioni introdussero nuovi menù ispirati alla tradizione; fino a dieci anni fa, quando Stefano portò nel ristorante la sua cruditè di mare, le battute di fassone col tartufo bianco e tante altre prelibatezze. Qui si gustano piatti d’alta cucina, combinazione tra storia e innovazione, con proposte tipiche e altre per chi vuole assaggiare qualcosa di più moderno. Tra i primi, i raviolini magri con carciofi o con asparagi di Albenga, le lasagnette di castagne al Castelmagno, e gli gnocchi al ragù di crostacei. Ci sono poi i secondi, di pesce e di carne: il filetto di pescato del giorno alla ligure, la tagliata di tonno rosso con datterini alla soia, il fritto misto di terra, il filetto di fassone al Barolo. A Ne (Genova), La Brinca è invece – fin dal 1987 – una “trattoria e caneva con fùndego da vin”, un’osteria con bottega e cantina che propone piatti di terra della tradizione contadina della Liguria di Levante, i cui ingredienti sono sempre legati alla stagione. Tra i piatti in menù, il “Prebugiun di Ne”, antico piatto di patate e cavolo nero; la “Baciocca”, torta di patate Quarantina bianca genovese e cipolle; i ravioli di erbette “cu tuccu”, un sugo di carne aromatico genovese; i ravioli ripieni di erbette e Sarazzu (ricotta vaccina stagionata della Val d’Aveto), conditi con salsa di nocciole locali; le lattughe ripiene in brodo di gallina e manzo; la polenta coi cavoli e l’olio nuovo; la punta di vitello alle bacche di ginepro; la noce di vitellone servita con la salsa di pinoli; il fritto misto alla genovese coi suoi “crocchini”, le ostie ripiene di carne ed erbe aromatiche. E poi i dolci, dalla “Pànera” – semifreddo al caffè inventato dalla gelateria Balilla di Genova nell’Ottocento – fino al Latte e Miele con croccantino di nocciole locali. A Imperia, l’Osteria Didù propone piatti della cucina mediterranea a cura di Omar Iabichino: in passato cuoco a bordo di imbarcazioni private, Omar ha avuto modo di conoscere molte cucine tipiche regionali che – oggi – traduce in opera nel suo ristorante. Il pesce viene acquistato fresco ogni giorno al mercato, la carne proviene da un allevamento piemontese e la verdura da piccoli produttori locali. Tra le proposte, i tagliolini con ragù di polpo, il tris di tartare di vitello, e gli gnocchetti con calamaretti, trombette e bottarga.

Guida Michelin: i ristoranti sotto i 35 euro consigliati in Liguria

Nel borgo di Pigna, in provincia di Imperia, il Ristorante Trattoria Terme offre cucina tipica ligure dal 1968. Si può scegliere il menù degustazione (assaggi di antipasti caldi e freddi, bis di pasta fresca, agnello da latte alle erbe al forno, contorno, dolce a scelta dal carrello), oppure mangiare alla carta. Il menù offre tipicità i “Previ” (lattughe ripiene), lo stufato di capra e fagioli bianchi di Pigna, il coniglio alla ligure con salsa al vino Rossese e olive taggiasche, e le tante paste fresche: i pansotti alla ricotta con salsa di noci e pinoli, la zuppa di maltagliati, costine di maiale e fagioli bianchi di Pigna o il “Gran Pistau” (minestra di grano e farro). A Loano (Savona), nascosto in un carruggio del centro, il Bagatto è una trattoria dall’aspetto tipico, ed è l’indirizzo giusto per chi vuole assaggiare la cucina ligure di mare. Qui, la specialità della casa è la frittura mista. Infine, a Varese Ligure (La Spezia), l’Hotel Ristorante Amici è frutto dei duecento anni di esperienza della famiglia Marcone, particolarmente attenta alle tradizioni gastronomiche locali e alla genuinità degli ingredienti, acquistati da piccoli produttori del territorio e da aziende agricole biologiche. Il menù è sempre in evoluzione, ma si basa su punti fermi come i formaggi bio della Cooperativa Casearia o la carne bio della Cooperativa Carni San Pietro Vara. Tra le proposte della carta, i ravioli alla genovese (con ripieno di carne o verdure, conditi con “u tuccu”, sugo di carne del luogo), i “corxetti” (pasta fresca stampata con motivi geometrici o floreali), le “tomaselle” (involtini di carne ripieni con carne o verdure e conditi con sughi o funghi) e i “goboletti” (dolci rotondi ripieni di marmellata).

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