Gucci lascia il calendario tradizionale della moda: cosa cambia

Annuncio storico da parte del direttore creativo Alessandro Michele: la Maison Gucci lascia il calendario tradizionale delle sfilate di moda

Gucci

Gucci si distacca dal calendario tradizionale delle sfilate di moda: lo ha annunciato il direttore creativo Alessandro Michele con una serie di post su Instagram, frutto di riflessioni avvenute negli ultimi due mesi.

Da questo momento in poi, verranno presentate due collezioni ogni anno: una a marzo e l’altra a ottobre. Per Michele non si tratta di una scissione che porta Gucci lontano dal calendario della moda internazionale, bensì un invito a rivedere le cadenze, i ritmi e le date di un settore in continua evoluzione.

Il direttore creativo della Maison Gucci, che negli scorsi mesi si è resa disponibile a partecipare al restauro della Rupe Tarpea a Roma, ha affermato l’esigenza di trovare un percorso svincolato dalle date imposte, costruendone uno nuovo, capace di discostarsi dalle scadenze consolidate all’interno del mondo della moda. Il suo è un vero e proprio atto di fondazione che si pone l’obiettivo di edificare un nuovo universo creativo.

“Oggi che la devastazione ci ha trovati impreparati, dobbiamo poter riflettere su ciò che non vorremmo tornasse uguale. Perché il rischio più grande, per il nostro domani, è quello di abdicare ad ogni reale e necessaria discontinuità – ha scritto il direttore creativo di Gucci Alessandro Michele su Instagram – La nostra storia, è costellata da crisi che non ci hanno insegnato nulla, di crolli economici e devastazioni sociali che sono state affrontate imponendo le stesse ricette che le avevano generate. Questa crisi rappresenta un banco di prova fondamentale, perché è proprio nel dolore che abbiamo la possibilità di guardare criticamente al nostro recente passato”.

L’idea di Alessandro Michele è quella di fare tesoro dei problemi legati all’emergenza Coronavirus, che ha portato diversi storici brand della moda a riconvertire le aziende per realizzare mascherine, camici e altri dispositivi utili. Si deve puntare a costruire un domani migliore, apportando modifiche necessarie al mondo della moda. Il settore ha bisogno di essere riformato, eliminando o cambiando aspetti che permettano di ripartire nel miglior modo possibile.

La visione del direttore creativo di Gucci non di discosta poi molto da quelle di altri grandi nomi del mondo della moda, come Armani che ha devoluto un milione e 250 mila euro a ospedali, istituti e Protezione Civile durante la prima fase dell’emergenza causata dal Covid-19. Gli stilisti stanno sentendo il bisogno di dire basta al moltiplicarsi delle collezioni, anno dopo anno.