Chef dell'anno e dove trovarli secondo la Guida Identità Golose 2019
Gli chef italiani e stranieri migliori e i ristoranti in cui trovarli: ecco l'edizione 2019 della Guida Identità Golose

La dodicesima edizione della Guida Identità Golose 2019 ha premiato gli chef protagonisti della ristorazione italiana e internazionale e le giovani stelle del firmamento eno-gastronomico moderno.
Più di 1000 insegne, 700 delle quali italiane, 85 pizzerie e le 14 tavole più interessanti degli chef emergenti, in un ensemble che racconta città, protagonisti e modi di vivere e interpretare la ristorazione. Ed è un trionfo della cucina giovane quello che la Guida Identità Golose ha celebrato quest’anno, con 403 insegne guidate da chef tra i 30 e i 40 anni distribuiti in tutto il Mondo.
Chef magari non ancora tre stelle come i 10 dell’edizione 2019 della Guida Michelin, ma sulla strada giusta. Spazio anche alle pizzerie che sull’esempio della Guida dell’Epresso rivendicano (a buon diritto) un posto d’onore tra i ranghi più prestigiosi della ristorazione.
A salire sul gradino più alto della speciale graduatoria è il miglior chef dell’anno, Gianluca Gorini. Trentacinque anni, di Bagno di Romagna, Gorini è stato insignito del prestigioso riconoscimento per la creatività, la complessità e la personalità che accompagnano i suoi piatti, nonché per l’intimità della cornice offerta dal ristorante “daGorini“ che lo chef conduce a San Piero in Bagno (Forlì – Cesena) insieme alla moglie Sara.
Per un miglior chef, c’è anche una migliore chef: è la cuoca di origini messicane Karime Lopez, allieva di Massimo Bottura, che sotto la guida del suo grande maestro ha saputo mettere in pratica tecniche e idee di respiro internazionale e applicarle ad un modo di intendere la cucina tutto italiano. E lo fa alla “Gucci Osteria” di Bottura a Firenze, un luogo che sintetizza splendidamente bontà e bellezza in tavola.
Astro nascente della pizza è Gennaro Battiloro, miglior chef pizzaiolo della guida, che a dispetto delle sue origini campane ha messo radici in Versilia, più precisamente a Querceta (Lucca) dove dirige il “Battil’oro” ispirandosi nello stile a Franco Pepe con cui ha lavorato tra il 2014 e il 2015.
Il passo che conduce dalla cucina alla sala è breve e non meno importante. Il miglior sommelier è Emanuele Izzo di “Piazzetta Milù” a Castellamare di Stabia (Napoli), mentre la miglior sommelier è Anna Cardin del “Oro Restaurant” di Venezia. Il maître più brillante tra quelli emergenti, invece, è Alberto Tasinato del ristorante milanese “L’Alchimia” di recentissima inaugurazione.
Recependo la necessità di essere accessibile a tutti, la guida è gratuita, online e sempre aggiornata. Un vademecum prezioso per chi vuole avere a portata di mano tutte le indicazioni e i suggerimenti utili sulle eccellenze della cucina d’autore, i suoi migliori interpreti e i luoghi in cui trovarli, dentro e fuori i nostri confini.
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