Carovana delle Alpi 2020: le Bandiere Verdi e Nere d'Italia

Legambiente ha assegnato le Bandiere Verdi e Nere nell'ambito del nuovo rapporto 2020 di Carovana delle Alpi sulle iniziative di sostenibilità ambientale

Carovana delle Alpi 2020: le Bandiere Verdi e Nere d'Italia

Legambiente ha presentato il nuovo rapporto 2020 di Carovana delle Alpi, che ha assegnato i suoi vessilli ad attività imprenditoriali, associazioni, comunità, consorzi, Comuni e Regioni dell’arco alpino che si sono distinti in positivo e in negativo in tema di sostenibilità ambientale.

Sono 19 (2 in più rispetto allo scorso anno) le Bandiere Verdi 2020 che hanno premiato le pratiche innovative e le esperienze di qualità ambientale e culturale dei territori. Le 12 Bandiere Nere 2020 (4 in più rispetto al 2019) segnalano, invece, quelle che Legambiente definisce “le lacerazioni del tessuto alpino”.

Nel complesso, le bandiere 2020 selezionate da Legambiente, che nei giorni scorsi ha portato i sentieri più belli d’Italia su Google Maps, sono così distribuite: una Verde in Liguria; cinque Verdi e tre Nere in Piemonte; una Verde e una Nera in Valle d’Aosta; quattro Verdi e due Nere in Lombardia; due Verdi e due Nere in Trentino Alto Adige; due Verdi in Veneto; quattro Verdi e quattro Nere in Friuli Venezia Giulia.

Le Bandiere Verdi 2020 di Carovana delle Alpi

  • Liguria:

– Condominio di Comunità di Colletta di Castelbianco (SV), “sorto all’interno di un antico borgo medievale tornato a vivere grazie all’ospitalità diffusa e alla condivisione sostenibile degli spazi, modello di sintesi tra tutela ambientale e potenzialità tecnologiche”.

  • Piemonte:

Associazione MiCò e Banda Valle Grana (CN), “che mira a combattere caporalato e lavoro grigio”.

Scuola elementare di Valle Monterosso Grana (CN), “che ha fatto del legame col territorio e dell’utilizzo della robotica in classe un volano per invertire lo spopolamento di un’intera valle”.

Associazione Movimento Lento di Roppolo (TO), “che propone il viaggio lento come stile di vita e lo sviluppo di una rete di percorsi a piedi e in bici, in Italia e all’estero, e consta anche di una Scuola e di una Casa del Movimento Lento, rifugio per viandanti lungo la via Francigena e il Cammino di Oropa”.

Comune di Pomaretto (TO), “per l’eroico recupero dei vigneti di Ramiè e dei terrazzamenti per la coltivazione delle viti, tramite fondi derivanti da una quota delle bollette dell’acqua potabile”.

Ecomuseo del Cusio e del Mottarone in rappresentanza della Comunità del Cusio (VB), “impegnata, attraverso il Contratto di lago, nel ripristino delle migliori condizioni possibili del lago d’Orta e nella valorizzazione storica e culturale dei ‘luoghi del lago’.

  • Valle d’Aosta:

Giunte regionali valdostane in carica dal 2014 a oggi, “per la realizzazione del percorso escursionistico sostenibile ‘Cammino Balteo’, sentiero ricco di emergenze storico-architettoniche che attraversa 48 comuni nell’ambito del progetto strategico ‘Bassa Via della Valle d’Aosta’.

  • Lombardia:

Comune di Lecco (LC), “per le sue iniziative volte a un turismo sostenibile, lo smantellamento di un comprensorio sciistico e la valorizzazione della mobilità verso la montagna, resa accessibile i mezzi pubblici”.

Parco delle Orobie Valtellinesi (SO), “per l’impegno nel ripristino dell’ambiente naturale e l’incremento degli habitat in un sito di importanza comunitaria, conseguente allo smantellamento di un impianto sciistico abbandonato”.

Bio-distretto Valle Camonica (BS), “per il progetto ‘Coltivare Paesaggi Resilienti’ che ha dato vita a una rete di piccoli produttori con forte connotazione comunitaria e permesso il recupero di terreni abbandonati valorizzando la fertilità naturale del suolo e il consumo di prossimità, consentendo anche a forni e mulini di tornare a vivere insieme al sapore dei vecchi grani seminativi di media montagna”.

Filiera del Pane bergamasca (BG), “per la capacità di costruire inclusione e collaborazione con un progetto di filiera corta lungimirante e resiliente che valorizza le produzioni cerealicole biologiche delle Valli Bergamasche”.

  • Trentino Alto Adige:

Azienda La Capra Felice (TN), “che alleva capre recuperando terreni demaniali abbandonati”.

Azienda per il Turismo Valsugana Lagorai (TN), “per la promozione di un turismo rispettoso dell’ambiente – dal progetto ‘Vacanze in Baita’ alla valorizzazione degli alpeggi con l’iniziativa ‘Adotta una mucca’ – e l’ottenimento della certificazione GSTC”.

  • Veneto:

Azienda agricola ‘La Calendula’ di Lisa Cantele (VI), “per la ricerca antesignana e la divulgazione (fin dagli anni Ottanta) sull’utilizzo delle erbe medicinali spontanee e la piantumazione di piante da frutto antiche autoctone, in un territorio che non ha compreso immediatamente l’importanza dell’agricoltura biologica”.

Dolomiti Contemporanee (BL), “che grazie all’arte ha riattivato spazi dismessi o inutilizzati, trasformandoli in luoghi di azione culturale”.

  • Friuli Venezia Giulia:

Consorzio delle Valli e Dolomiti Friulane, “che coniuga valore economico e sociale con rispetto dell’ambiente, coinvolgendo realtà produttive, istituzioni e residenti in un modello che conta 25 aziende agricole, zootecniche e forestali, attento a formazione, inclusione e cura del paesaggio”.

Comune di Pinzano al Tagliamento (PN), “per gli interventi di manutenzione e ripristino del paesaggio che permesso di valorizzare siti d’interesse storico, attraverso per esempio la bonifica da vegetazione aliena, l’impiego di capre ‘giardiniere’ per mantenere la condizione di prato, l’installazione di panchine (recuperate da bancali di scarto) in posizione strategica sui colli di Pinzano”.

Comune di Tramonti di Sotto (PN), “che passa per l’arte e la rigenerazione urbana contro la marginalizzazione di un antico borgo fantasma”.

Rete di imprese Abete bianco del Friuli – “FriûlDane”, “che aggrega otto imprese della filiera bosco-legno per valorizzare prodotti in abete bianco in una logica di cooperazione, economia circolare e alta sostenibilità ambientale: un progetto pilota di filiera ‘efficiente’, con ridotte emissioni di CO2”.

Le Bandiere Nere 2020 di Carovana delle Alpi

  • Piemonte:

Regione Piemonte – Assessorato Agricoltura, “per avere sostenuto e approvato modifiche peggiorative alla legge regionale sulla caccia, favorendo un’esigua minoranza di cacciatori, a scapito di cittadini, ambiente e diverse specie in declino o ‘minacciate a livello globale’”.

Regione Piemonte – Assessorato ai Trasporti, “per la non intenzione di riattivare il servizio ferroviario sulla linea Pinerolo-Torre Pellice, nonostante il ripristino sia sostenibile e la regione abbia già impiegato le somme necessarie al riavvio”.

Comune di Verbania (VB), “per avere avallato il progetto di trasformazione della piana alluvionale di Fondotoce, limitrofa alla Riserva Naturale Speciale di Fondotoce, con la costruzione di impianti ludico-sportivi e aree parcheggio: un pesante intervento strutturale finalizzato al turismo di massa in un crocevia di aree protette”.

  • Valle d’Aosta:

Giunte regionali della Valle d’Aosta e amministrazioni comunali di Issogne e Champdepraz in carica negli anni 2014-2019, “per avere autorizzato la realizzazione di una discarica per “rifiuti speciali non pericolosi” a due passi dal Parco Naturale del Mont Avic, naturale scrigno di ambienti protetti e biodiversità montana, con ambienti selvaggi, zone umide, laghi d’incomparabile bellezza”.

  • Lombardia:

– Regione Lombardia, “per lo scarso impegno nell’impedire che gli ingenti sussidi della PAC vengano assegnati agli allevatori della pianura e dei fondovalle a scapito dell’allevamento di montagna e della qualità dei pascoli alpini: una rapina ai danni degli agricoltori di territori svantaggiati e a favore di grandi aziende di allevamento intensivo”.

– Comune di Premana (LC), “per avere realizzato in pochi anni, un tratto per volta e senza chiara pianificazione, numerose strade agro-silvo-pastorali e percorsi d’alta quota su ripidi versanti: interventi destinati a far crescere il rischio idrogeologico”.

  • Trentino Alto Adige:

Sindaco di Borgo Lares e Giunta della provincia di Trento (TN), per l’ampliamento dell’area sciistica di Bolbeno, con costruzione di una nuova seggiovia e raddoppiamento dell’impianto di innevamento artificiale a 600 m di quota s.l.m.: un investimento da 4 milioni di euro.

 Comune di Cembra Lisignago (TN), “per gli interventi che hanno portato alla parziale distruzione di una fascia di praterie umide del lago Santo di Cembra e che, se completati, trasformeranno il lago in una piscina, stravolgendo vegetazione e paesaggio”.

  • Friuli Venezia Giulia:

Amministrazione comunale di Pontebba, “per il sostegno a un progetto privato di sfruttamento idroelettrico del fiume Fella, celebrato, specie un tempo, per il colore delle sue acque: la centrale allontanerebbe definitivamente l’obiettivo di qualità ecologica previsto dalla direttiva acque”.

Parrocchia di Zuglio e al Ministero dei Beni Culturali, “per la mancata tutela del Colle e della Pieve di San Pietro, interessate da opere e d’interventi privi di specifica autorizzazione in un sito vincolato dalla Soprintendenza alle Belle Arti, e segnalati da Legambiente”.

– Servizio Idraulica della Regione FVG, “per i recenti interventi ‘urgenti’ di ‘protezione civile’ sui corsi d’acqua montani, in particolare sul bacino del Tagliamento, eseguiti senza passare il vaglio di uno screening ambientale, con estirpazione, per esempio, di ogni tipo di vegetazione”.

Direzione Centrale Risorse Forestali della Regione FVG, “per i progetti di strade forestali spesso ingiustificate e pesantemente impattanti su luoghi di grande interesse naturalistico, che rischiano di compromettere la stabilità dei versanti, di comportare notevoli spese per la manutenzione, interferire con sentieri esistenti e banalizzare il paesaggio”.