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Caro energia, palazzi del ghiaccio italiani a rischio chiusura

I palazzetti del ghiaccio in Italia vengono messi a dura prova dal caro energia: alcuni hanno già chiuso, altri valutano la chiusura nei prossimi mesi

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A rischio i palazzi del ghiaccio in Italia

I palazzi del ghiaccio in Italia sono a rischio chiusura a causa della crisi energetica. I rincari mettono a dura prova i costi di mantenimento degli impianti: alcune strutture hanno già fermato le loro attività e altre stanno pensando seriamente di chiudere.

L’allarme è scattato a seguito del caro energia che si ripercuote in maniera negativa su tutti i settori, compresi quelli dei palazzi del ghiaccio. Sono diversi gli impianti che hanno già chiuso: uno di questi è l’Alvise De Toni di Alleghe, in provincia di Belluno. La bolletta di agosto del palazzetto è arrivata a quota 53 mila euro.

Caro energia, scatta l’allarme per i palazzi del ghiaccio in Italia

Il palazzetto ha una capienza di 2.500 spettatori distribuiti su due gradinate e una curva: ospita le partite dell‘Alleghe Hockey. Costruita nel 1875, la struttura è stata modificata più volte nel corso degli anni. Il palaghiaccio è intitolato ad Alvise De Toni, tecnico di Alleghe ucciso dopo un sequestro nel 1984, mentre si trovava in Mozambico per seguire i lavori di una diga.

Tra i palazzetti che chiudono c’è anche il Palaghiaccio di Tai, una struttura polifunzionale situata nel territorio di Pieve di Cadore e inserita nel circuito del Dolomiti Superski, il comprensorio sciistico più grande d’Italia che ha aumentato i prezzi degli skipass per la nuova stagione a causa dei rincari energetici.

La notizia è stata annunciata ufficialmente tramite un comunicato apparso sul sito web dell’Unione sportiva ghiaccio di Pieve di Cadore che insieme all’Hockey Club svolge le sue attività all’interno del Palaghiaccio di Tai:

“Siamo senza parole – si legge nel comunicato – dopo due anni di pandemia, restrizioni e tripli salti mortali dove siamo riusciti rimanere in piedi e uniti, sputando sangue e tenendoci stretti gli uni agli altri, ora questa doccia fredda. Lo stadio di Tai, la nostra casa, chiuso fino a data da destinarsi a causa dei rincari energetici”.

Chiusura già decisa anche per il palaghiaccio di San Donato Milanese, inserita tra le possibili location per il nuovo stadio San Siro, mentre altre strutture stanno valutando seriamente la possibilità di chiudere, come quelle di Chiavenna e Bolzano, dove i costi di mantenimento potrebbero raddoppiare rispetto all’anno scorso.

Andrea Gios, il Presidente della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio, si è detto preoccupato della situazione che rischia di mettere in ginocchio un intero settore: “Per gli sport del ghiaccio, chiudere gli impianti è terribile – ha dichiarato all’AGI – è deleterio per il nostro movimento, mentre per le piscine è diverso. A San Donato Milanese ci sono tanti tesserati, siamo a ridosso di Milano quindi con un grande bacino di utenza e purtroppo la struttura resta chiusa”.

Gios ha rivelato, inoltre, di essere in contatto con le autorità competenti per provare a studiare una soluzione che possa arginare il problema: “Sono in continuo contatto con Sport e Salute e il Ministero al fine di un decreto finalizzato a trovare un fondo per il ghiaccio: il problema è che siamo una realtà minore. Ai primi di settembre ho inviato una lettera al Governo e a tutti gli enti per segnalare il problema che è molto delicato”.