A Camogli scoperto il relitto di un galeone del 500: è il primo

A Camogli è stato scoperto il relitto di un galeone del 500: potrebbe essere Santo Spirito, uno dei più grandi galeoni italiani, naufragato nel 1579

Straordinaria scoperta a Camogli, tra le Bandiere Blu 2020: durante un’immersione nella zona di Porto Pidocchio, nell’Area Marina Protetta di Portofino, due sommozzatori professionisti hanno trovato a una profondità di 50 metri i resti di una grande imbarcazione rinascimentale, che potrebbe essere Santo Spirito, cioè uno dei più grandi galeoni italiani, naufragato proprio al largo di Camogli nel 1579.

La scoperta del “nuovo sensazionale relitto nel mare di Camogli” è stata annunciata dalla Soprintendenza. A fornire la precisa identità dell’imbarcazione ritrovata saranno gli studi già in corso da parte della stessa Soprintendenza, che ha avviato le operazioni di ricognizione con i Carabinieri subacquei.

Come reso noto dalla Soprintendenza, “i primi risultati confermano il grande interesse del ritrovamento, in quanto la porzione di scafo visibile può essere riconducibile ad un relitto della prima età moderna, di cui oggi sono noti pochissimi esempi nel Mediterraneo. Gli studi ovviamente sono ancora in corso e, vista l’importanza del sito, la Soprintendenza sta sviluppando un ampio progetto di ricerca con partners internazionali, per precisarne datazione e caratteristiche tecnico-costruttive e tentarne, in ultimo, l’identificazione”.

Si tratta del primo relitto di quest’epoca, in Italia, dove è possibile condurre attività di ricerca.

Gli autori del ritrovamento sono Gabriele Succi ed Edoardo Sbaraini, titolari della ditta di lavori subacquei “Rasta Divers” di Santa Margherita Ligure, già autori nel 2018 di un’importante scoperta sui fondali del promontorio di Portofino, sempre in Liguria, regione celebrata da Forbes a gennaio.

Nei giorni scorsi, invece, nel Parco Naturalistico Archeologico di Vulci, nella Maremma Tosco-Laziale, è stata scoperta la tomba di un bambino guerriero.