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Busto di Flora, risolto l'ultimo mistero su Leonardo da Vinci

L'ultimo mistero su Leonardo da Vinci, riguardante il Busto di Flora custodito al Bode Museum di Berlino, è stato finalmente risolto: la scoperta

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Busto di Flora

L’ultimo mistero su Leonardo Da Vinci è stato svelato: il Busto di Flora esposto dal 1909 al Bode Museum di Berlino come “opera leonardesca” non è stato realizzato da Leonardo Da Vinci e neanche dalla sua bottega.

A rivelarlo sono state le nuove analisi scientifiche effettuate dagli esperti del Consiglio nazionale delle ricerche francese (Cnrs), che hanno pubblicato le conclusioni del loro studio su ‘Scientific Reports’.

La storia del Busto di Flora

Il Busto di Flora, acquistato a Londra per 185 mila marchi, fu esposto al Kaiser Museum di Berlino (oggi Bode Museum) nel 1909 e fu annunciato come una delle poche sculture sopravvissute di Leonardo da Vinci. Secondo il direttore del museo Wilhelm Bode, la prova che l’opera fosse di Leonardo da Vinci era nel sorriso enigmatico della dea della Primavera, nella grazia della sua postura, nella modellazione della carne e nel trattamento virtuoso del drappeggio.

Diverso il parere di alcuni giornali e specialisti, che attribuirono l’opera a Richard Cockle Lucas (1800-1883), un artista, copista e restauratore britannico specializzato nella produzione di sculture in cera, avorio o marmo ispirare alle opere di antichi maestri. Questa tesi fu avvalorata dal figlio dello stesso Lucas, Albrecht Durer Lucas, che nel 1910 dichiarò di aver aiutato suo padre a realizzare il Busto di Flora attorno al 1846, con un suo disegno preparatorio sulla base di un lavoro di un seguace di Leonardo.

Pe anni gli specialisti si sono divisi e interrogati sull’attribuzione del Busto di Flora. Ora il mistero è stato finalmente risolto.

La nuova scoperta sul Busto di Flora

Lo studio realizzato dagli esperti del Cnrs ha dimostrato che per realizzare il Busto di Flora è stata utilizzata una cera composta in prevalenza da spermaceti, una sostanza estratta dalle teste di alcuni cetacei. L’uso degli spermaceti, estremamente raro durante il Rinascimento, diventò comune nel XIX secolo, quando iniziò a essere associato alla cera d’api per la produzione di candele. Nella cera usata nel Busto di Flora è stata trovata, per l’appunto, anche della cera d’api.

Analoghe analisi effettuate su due bassorilievi realizzati da Richard Cockle Lucas nel 1848 e nel 1850 hanno mostrato risultati concordanti: i due bassorilievi sono stati realizzati con materiali datati tra il XVIII e il XIX secolo.

Alla luce dello studio, secondo gli esperti, il busto custodito al Bode Museum non può essere di Leonardo da Vinci e non può risalire al Rinascimento.