Agrigento festeggia i 150 anni dalla nascita di Pirandello, il Comune pubblica documenti inediti

In occasione dell'anniversario della nascita di Luigi Pirandello, il Comune di Agrigento celebra il premio Nobel con eventi e manifestazioni

Agrigento festeggia i 150 anni dalla nascita di Pirandello, il comune pubblica documenti inediti

Il 28 giugno di 150 anni fa nasceva in una contrada di Agrigento Luigi Pirandello: rivoluzionario drammaturgo, raffinato scrittore, orgoglio di Sicilia e d’Italia. Il Comune, in occasione dell’importante anniversario, rende omaggio all’indimenticato premio Nobel per la letteratura con una serie di eventi che si concluderanno il 6 luglio con la visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella presso la città Patromonio dell’Umanità Unesco, capitale delle celebrazioni di uno dei protagonisti più significativi della letteratura italiana.

La Valle dei Templi, tanto cara allo scrittore e fonte di ispirazione per numerose sue opere, è il palcoscenico ideale per la settimana dedicata all’autore siciliano che è celebrato con iniziative musicali, teatrali e letterarie ispirate ai lavori e alle influenze del genio della letteratura italiana nato nella contrada di Chaos, come ricorda lo stesso Pirandello in alcune sue preziose parole che rievocano il momento e luogo di nascita: “Io dunque son figlio del Caos; e non allegoricamente, ma in giusta realtà, perché son nato in una nostra campagna, che trovasi presso ad un intricato bosco, denominato, in forma dialettale, Càvusu dagli abitanti di Girgenti

Pirandello nacque, a 4 chilometri di distanza dal centro storico di Girgenti, in una calda mattina di inizio estate. Lo certifica un prezioso documento che il Comune di Agrigento ha condiviso sulle pagine digitali del proprio sito internet. Tra le righe dell’atto antico più di un secolo si legge un singolare errore che ne storpia il cognome e che sembra quasi ricollegarsi a uno dei più famosi romanzi del genio siciliano, quell’ “Uno, Nessuno e centomila” che proprio sulle sfaccettature dell’ animo umano e sulla pluralità dell’Io impernia buona parte del tessuto narrativo.

Venne infatti registrato come “Luigi Pirandelli”, un banale errore, poi corretto, suggerito forse dal destino visto che Pirandello, sulla pluralità dell’esistenza e la scomposizione della vita ha basato buona parte della propria produzione letteraria e delle proprie profonde riflessioni sul senso dell’esistenza.

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La casa natale, dove venne al mondo “l’anno milleottocentosessantasette il giorno ventinove del mese di Giugno alle ore nove antimeridiane, da Don Stefano Pirandelli di anni trentadue di professione negoziante domiciliato e residente in Girgenti strada San Pietro” come recita l’atto consultabile on line, è oggi meta per appassionati e studiosi che visitano l’importante edificio dove sono custoditi fotografie, documenti e oggetti di uso quotidiano che testimoniano la vita e le opere di Luigi Pirandello. A pochi metri dall’edificio è possibile anche ammirare il famoso pino, sotto i cui rami lo scrittore cercava serenità e ispirazione, già citato in alcune sue parole che rievocano il momento della nascita: “Una notte di giugno caddi come una lucciola sotto un gran pino solitario in una campagna d’olivi saraceni affacciata agli orli d’un altipiano di argille azzurre sul mare africano.”

Documenti inediti, rievocazioni storiche, letture in piazza e premiazioni costituiscono l’ossatura del fitto programma di iniziative che si protrarranno per diversi giorni tra master di scrittura e corsi riservati alle scuole, tutti nel segno di Luigi Pirandello, uomo, scrittore, poeta e drammaturgo, ambasciatore di genio letterario, patrimonio inestimabile della letteratura italiana.

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