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Nella stazione di Porta Nuova a Torino c'è una sala "segreta"

La Sala Gonin a Torino, nascosta nella stazione di Porta Nuova: capolavoro storico con affreschi e arredi d’epoca accessibile solo in rare occasioni

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Valentina Alfarano

Valentina Alfarano

Editor & Coach Letterario

Lavorare con le storie è la mia missione! Specializzata in storytelling di viaggi, lavoro come editor di narrativa e coach di scrittura creativa.

Apertura straordinaria della Sala Gonin a Torino

Nel cuore della stazione di Torino Porta Nuova, nascosta tra le sue strutture storiche, si trova una sala d’attesa che pochi conoscono: si tratta della Sala Gonin, un ambiente sontuoso e ricco di storia, progettato nel 1864 come spazio riservato alla famiglia reale dei Savoia. Per lungo tempo inaccessibile al pubblico, questa elegante sala aprirà le sue porte per soli due giorni, un’occasione unica per ammirarne gli interni affrescati e gli arredi d’epoca!

Sala Gonin a Torino: il tesoro segreto di Porta Nuova

La Sala Gonin, situata al pianterreno della stazione Porta Nuova, porta il nome di Francesco Gonin, uno degli artisti coinvolti nella sua decorazione. Le pareti sono impreziosite da affreschi in trompe-l’oeil, che creano un’illusione di profondità e lasciano intravedere il cielo tra colonne e capitelli.

Agli angoli della stanza, angeli dipinti reggono carte geografiche raffiguranti i quattro continenti, mentre eleganti quadri raffigurano personaggi mitologici che rappresentano allegoricamente gli elementi della Natura.

L’ambiente, che si estende per 75 metri quadri, conserva ancora le boiserie settecentesche, uno splendido mobilio d’epoca e un imponente lampadario in raffinato vetro di Murano. Gli ampi spazi e i dettagli decorativi contribuiscono a conferire alla sala un aspetto maestoso e sontuoso, che la trasforma in una sorta di piccolo museo storico. Progettata in puro stile barocco, la Sala Gonin fu destinata a ospitare la famiglia reale durante l’attesa del treno ed è decorata con le opere di alcuni degli artisti più amati dalla Casa Savoia.

Realizzata per accogliere la famiglia reale prima della partenza, la sala ha mantenuto nel tempo il suo fascino esclusivo, rimanendo per decenni chiusa al pubblico. Oggi, grazie alla Fondazione FS, che si occupa della sua conservazione e gestione, il suo valore artistico e storico viene tutelato; l’obiettivo è quello di mettere a disposizione dei cittadini e dei turisti luoghi di grande rilevanza, ospitando anche attività culturali, eventi e mostre.

Non lontano dalla Sala Gonin si trova un altro ambiente storico di grande interesse, la Sala degli Stemmi, anch’essa progettata nel 1864 per ospitare la biglietteria della stazione. La sua caratteristica principale è la volta decorata con oltre 100 stemmi, raffiguranti le città raggiungibili in treno da Torino e le relative distanze chilometriche.

Apertura straordinaria di due giorni per la sala d’aspetto di Porta Nuova

Soltanto in rare occasioni, come le Giornate FAI di primavera, è stato possibile visitarla. Il primo weekend di marzo, sabato 1 e domenica 2, l’accesso sarà di nuovo consentito grazie a un’iniziativa della Fondazione FS Italiane, che punta a valorizzare i tesori nascosti delle stazioni italiane.

La visita alla Sala Gonin sarà gratuita e disponibile con orario continuato dalle 10 alle 18. Tuttavia, viste le dimensioni contenute dell’ambiente, l’accesso sarà consentito a piccoli gruppi, in modo da preservare il valore storico e artistico del luogo.

Questa iniziativa fa parte di un più ampio progetto promosso dalla Fondazione FS, volto a far riscoprire spazi storici e artistici situati all’interno delle stazioni ferroviarie italiane.

Come riportato su ‘Corriere della Sera’, il direttore generale della Fondazione FS, Luigi Cantamessa, ha dichiarato: “Dopo il recupero e la valorizzazione dei treni e delle linee ferroviarie storiche e turistiche, le sale storiche rappresentano la nuova sfida della Fondazione FS per rendere questi gioielli di arte e architettura parte di una esperienza capace di offrire un’occasione di arricchimento per lo spirito e l’intelletto”.