Tocco Caudio: il borgo abbandonato che fu una grande metropoli

Abitato fin dall'epoca Sannitica, l'antichissimo borgo di Tocco Caudio è abbandonato dal 1980 dopo l'ennesimo sisma

Tocco Caudio: il borgo abbandonato che fu una grande metropoli

L’antichissimo borgo di Tocco Caudio, situato in provincia di Benevento di cui Plutarco parlò per primo definendolo come la “metropoli più importante” , affonda radici nell’epoca dei Sanniti, nel IV secolo avanti Cristo. Come molte altre antiche cittadine italiane, il paese fu costruito su di una stretta e lunga collina; la sua posizione strategica che ne conferiva la facile difesa, lo rese un centro ambito da parte di numerosi e diversi conquistatori che, lungo il corso dei secoli, si impossessarono del borgo.

Il primo di una lunga serie di terremoti che segnarono il destino di Tocco Caudio, si verificò nel 1446; il sisma rase al suolo l’antichissimo paese che fu successivamente ricostruito secondo uno schema urbano simile a quello precedente. Nonostante l’impegno profuso nella ricostruzione, il borgo largamente frequentato e abitato in epoca medioevale perse il suo prestigio e lentamente diventò un centro periferico.

Successivamente, il primo dei tre importanti terremoti del XX secolo che coinvolsero Tocco Caudio, si verificò nel 1962; anche se il borgo rimase il fulcro della vita sociale cittadina grazie ai fondi stanziati dallo Stato Italiano per la ricostruzione, gli abitanti scelsero di spostare le proprie abitazioni lontano dal centro storico. Altri importanti terremoti, quello del 23 Novembre del 1980 e successivamente, quello del 14 Febbraio dell’anno seguente, colpirono Tocco Caudio e sancirono la fine della vita sociale nell’antico borgo.

Al giorno d’oggi coesistono sostanzialmente due Tocco Caudio, il borgo chiamato “Tocco Vecchio” che è praticamente invaso dalla natura e versa in stato di abbandonato, e il “nuovo Tocco Caudio” che è situato a poca distanza ed è stato costruito grazie ai fondi destinati alla ricostruzione del sisma e ad alcune iniziative private.

Il tetto crollato della chiesa venne ricostruito all’inizio degli anni 2000, in modo da conservare la memoria storica di grande valore dell’edifico, ovviamente la stessa non è in grado di accogliere i propri fedeli in quanto versa in stato di abbandono da molti anni. Le vie del Borgo come quella centrale del paese, sono ormai invase dalla natura che tenta di strappare il territorio dalle mani delle costruzioni, sono ancora visibili alcuni affreschi ormai distrutti, di molte abitazioni resta solo lo scheletro in pietra, mentre in altre è ancora possibile ammirare dei resti provenienti dagli anni ’70.

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