Siena, all'asta il "Mulino bianco" della pubblicità: il prezzo

Il set della celebre pubblicità degli anni Novanta del "Mulino bianco", situato in provincia di Siena in Toscana, finisce all'asta: fissato il prezzo

Mulino bianco

Il celebre “Mulino bianco” scelto negli anni Novanta dalla Barilla come location per i suoi celebri spot sta per essere messo in vendita all’asta: il primo ottobre, infatti, il mulino e l’area pertinente che si affaccia sul torrente Merse, nel comune di Chiusdino, in provincia di Siena, in Toscana, andranno all’asta. Ne ha dato notizia il quotidiano toscano ‘La Nazione’.

Quanto costa il “Mulino bianco” degli spot

La vendita della casa-fattoria in Toscana, che si trova a poca distanza dall’Abbazia di San Galgano, è stata decisa dal Tribunale. Le offerte per l’acquisto possono arrivare all’Istituto Vendite Giudiziarie di Siena entro la fine del mese di settembre. La base d’asta per comprare l’intero complesso, trasformato poi nel corso degli anni in un agriturismo, era di 1 milione e 100mila euro, ma l’offerta minima per l’acquisto è stata abbassata a 831mila euro.

La storia del “Mulino bianco”

L’idea di scegliere questo mulino in provincia di Siena per la pubblicità fu di Armando Testa, il creativo della Barilla, che si imbatté in questo edificio dotato di ruota sull’acqua collocato in mezzo al nulla della Val di Merse. La regia fu affidata a Giuseppe Tornatore e le musiche a Ennio Morricone.

Grazie agli spot trasmessi in televisione, il mulino toscano divenne un’importante meta turistica: tutte le famiglie italiane aspiravano ad assomigliare a quella dello spot e in tantissimi iniziarono a cercare un casolare in campagna, tra Toscana e Umbria, dove le colline somigliavano a quelle viste in tv. Negli anni Novanta, inoltre, ogni sabato e domenica la strada della Val di Merse che collega Chiusdino alla Maremma si riempiva di auto: centinaia di persone, infatti, si mettevano ogni weekend in viaggio per portare i bambini a vedere il famoso “Mulino bianco”.

Il “Mulino bianco” oggi

Negli ultimi 20 anni, la struttura in provincia di Siena era stata trasformata in un agriturismo dotato di ristorante, piscina con solarium, una decina di stanze e diversi bagni, una torre e una parte adibita a museo dove sono conservati gli strumenti per produrre l’energia elettrica grazie alla ruota del mulino e le macine per lavorare i cereali.