"Sanguine" a Milano il Barocco in una veste inedita

La mostra “Sanguine. Luc Tuymans on Baroque” sarà aperta a Milano nei locali della Fondazione Prada fino al 25 febbraio

Si chiama “Sanguine. Luc Tuymans on Baroque” ed è la mostra a cura di Luc Tuymans che ha aperto al pubblico il 18 ottobre nei locali della Fondazione Prada a Milano.

Si tratta di una sua lettura personale del Barocco, realizzata grazie ad accostamenti inediti e associazioni inaspettate tra lavori di artisti contemporanei e quelli di mastri del passato. Il suo invito è quello di rileggere l’arte del Seicento e quella contemporanea mettendo al centro l’artista e il suo ruolo all’interno della società.

L’allestimento è stato organizzato da M HKA (Museo di Arte Contemporanea di Anversa), KMSKA (Museo reale di Belle Arti di Anversa e la Città di Anversa. E viene proposto in una versione più ampia a Milano. Il risultato è un’esperienza visiva molto interessante e intensa composta da più di 80 opere che sono state realizzate da 63 artisti internazionali. Di queste 25 sono presentate in maniera esclusiva alla Fondazione Prada di Milano.

Sono tanti gli aspetti che mira ad indagare l’artista belga che ha curato l’allestimento: dalla ricerca di autenticità, al valore politico della rappresentazione artistica, sino al turbamento indotto dall’arte, l’esaltazione della personalità dell’autore e la dimensione internazionale della produzione artistica. Il punto di partenza è l’idea di Walter Benjamin secondo la quale con il Barocco si inaugura la modernità.

E così questa mostra dal titolo “Sanguine” forza i confini del Barocco portandolo ai giorni nostri e mostra come gli artisti l’abbiano ridefinito. Il curatore e artista belga Luc Tuymans ha spiegato che: “Il Barocco è una struttura molto flessibile, che può abbracciare quasi tutto, dalla musica alla scultura, dall’architettura alla pittura alle stampe. È una forza che precede oltre la razionalità”.

Il titolo identifica la parola sangue, ma anche il temperamento violento e ricco di vitalità di una persona e infine una tecnica pittorica.  E vuole suggerire le tante prospettive grazie alle quali si possono interpretare le opere esposte lungo il percorso che si snoda negli spazi della galleria Nord, del Podium e del Cinema della Fondazione Prada.

Aperta fino al 25 febbraio permette di ammirare opere dal grande impatto visivo ed emotivo come “Fucking Hell” del 2008 realizzata da Jake e Dinos Chapman o “Nosferatu” del 2018, videoinstallazione di Javier Téllez. E ancora il “Compianto sul Cristo Morto” del 1614 di Rubens e Caravaggio con “Fanciullo morso da un ramarro” e “Davide con la testa di Golia”.

Pubblica un commento