Questo sito contribuisce all’audience di

Virgilio InItalia

San Felice Circeo, riapre la grotta dei Neanderthal: come visitarla

La grotta Guattari, nel territorio comunale di San Felice Circeo, è un unicum storico. Al suo interno venne trovato il cranio di un Neanderthal risalente a 70mila anni fa

Pubblicato:

Grotta Guattari

Mitologia vuole che, nel suo peregrinare nel Mediterraneo lungo 10 anni, Ulisse approdò qui con i suoi compagni e vi rimase per ben 12 mesi, ammaliato dalla bellezza della Maga Circe.

Da un punto di vista storico, invece, la costa del Circeo era già abitata diverse decine di millenni prima che Ulisse vi giungesse con il suo equipaggio spinto dai capricci di Eolo e degli altri dei dell’Olimpo. Varie indagini archeologiche hanno dimostrato come l’intera zona nel sud del Lazio fosse abitata già nella preistoria. Nell’entroterra, ad esempio, sono stati ritrovati fossili di una specie di ominide lontana parente dell’Homo sapiens, mentre nelle vicinanze di San Felice Circeo sono stati ritrovati fossili di Neanderthal.

Nel 1939, alcuni operai al lavoro all’interno della Grotta Guattari, a poche centinaia di metri di distanza dalla costa tirrenica, rinvennero i resti di un cranio “umanoide”. A una prima occhiata, infatti, il teschio sembrava avere dimensioni differenti rispetto a quelle di una normale testa umana. Indagini successive dimostrarono che i sospetti erano fondati: non era un cranio di Homo sapiens, ma di homo neanderthalensis.

Indagini svolte negli anni successivi all’interno della grotta Guattari hanno permesso di rinvenire altre ossa risalenti al Neolitico e appartenute, probabilmente, ai componenti di un clan di Neanderthal vissuto tra i 70 mila e i 55 mila anni fa sulla costa del litorale pontino. Una scoperta eccezionale, che ha permesso di confermare come l’intera Italia centrale fosse popolata da uomini di Neanderthal ben prima dell’arrivo (o, molto più probabilmente, in contemporanea) delle prime famiglie di Homo sapiens.

Ma come mai nessuno si era mai accorto di questa “presenza inquietante”? Il merito, se così possiamo dire, è di una frana che ha letteralmente sigillato la grotta Guattari fino ai primi anni del ‘900. Ciò ha permesso la creazione di una sorta di “isola archeologica” rimasta di fatto incontaminata sino ai nostri giorni. Un ambiente che oggi è possibile visitare nel corso delle aperture straordinarie organizzate dalla Fondazione Marcello Zei in collaborazione con la Pro Loco di San Felice. Per informazioni e prenotazioni, basterà contattare l’associazione di promozione turistica del comune pontino.

Allo stesso tempo, è possibile visitare il Museo Homo Sapiens e Habitat, ospitato nelle stanze delle Torre dei Templari nel centro storico di San Felice Circeo.