Neanderthal del Circeo, la Grotta Guattari svela nuovi misteri

La Grotta Guattari a San Felice Circeo, dove sono stati ritrovati i resti di 9 individui di Neanderthal, ha svelato nuovi misteri: cosa è stato scoperto

Grotta Guattari

A un mese di distanza dall’annuncio dell’eccezionale ritrovamento di reperti fossili attribuibili a 9 individui di Neanderthal, di cui 8 databili tra i 50mila e i 68mila anni fa e uno tra i 100mila e i 90mila anni fa, la Grotta Guattari al Circeo svela nuovi misteri.

In quegli anni, la grotta era profonda, buia, umida e fredda. Non si poteva accendere il fuoco, dal momento che si rischiava di morire soffocati dal fumo. La Grotta Guattari era il rifugio prediletto delle iene, che lì si nascondevano dagli altri animali e portavano le loro prede, compresi i Neanderthal del Circeo, che non erano cannibali. Nella Grotta Guattari, a San Felice Circeo, gli esperti della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio di Frosinone e Latina hanno ritrovato una sorta di pavimento fatto di carcasse, ossa perforate e rosicchiate. La scoperta è stata fatta in collaborazione con l’Università di Tor Vergata di Roma.

Si è scoperto che gli uomini di Neanderthal preferivano vivere all’esterno della Grotta, in un’area aperta nella parte superiore, protetta dalla roccia. Lo dimostrano i resti degli utensili in pietra trovati durante gli scavi. Lì vivevano minacciati dalle iene e da altri animali. Anche gli stessi uomini di Neanderthal, però, erano predatori.

Scoperte alla Grotta Guattari: parlano gli esperti

Mario Federico Rolfo, professore di archeologia preistorica dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata, ha affermato in alcune dichiarazioni riportate dall’agenzia ‘Dire’: “Buona parte delle ossa animali portano segni di rosicchiamento da parte delle iene e sembrerebbe la stessa cosa anche sui resti umani. La Grotta Guattari è una banca dati inestimabile, capace di restituirci 60mila anni di storia perché è stata tappata per cause naturali, come i crolli, e questo ha mantenuto integro il luogo”. E poi: “La Grotta sarà un punto di riferimento per inquadrare al meglio le dinamiche di vita e la frequentazione dell’uomo di Neanderthal in tutta l’Italia centrale”.

La soprintendente Paola Refice ha sottolineato che, alla Grotta Guattari, è stato ritrovato un numero di reperti “unico al mondo”, che consente agli esperti di riconoscere nella Grotta Guattari “una banca dati di inestimabile valore”.

Quando si potrà visitare la Grotta Guattari

In occasione della recente scoperta, è stata annunciata la volontà di rendere la Grotta Guattari visitabile, con l’apertura delle prenotazioni prevista per l’inizio del mese di luglio.