I segreti dei Kofun svelati dal Politecnico di Milano

Uno studio condotto dai ricercatori del Politecnico di Milano ha svelato per la prima volta i segreti dei Kofun, gli antichi tumuli funerari del Giappone

Il politecnico e i segreti dei Kofun

Grande scoperta da parte del Politecnico di Milano: l’ateneo del Capoluogo della Lombardia, grazie alle foto satellitari, svela i segreti dei Kofun, le antiche tombe che cospargono le isole giapponesi.

Questo tipo di studio non era mai stato effettuato in Giappone, per via del gran numero di siti archeologici presenti nella zona interessata e a causa dell’accesso solitamente vietato in queste aree.

Gli antichi tumuli funerari sono orientati verso l’arco del Sole nascente, la divinità che gli imperatori del Giappone collegavano all’origine mitica della loro dinastia. A rivelarlo è lo studio condotto dai ricercatori del Politecnico di Milano che hanno utilizzato immagini satellitari per realizzare un’indagine inedita nel territorio nipponico.

I segreti dei Kofun svelati dal Politecnico di Milano

Il gruppo di ricerca è stato guidato da Giulio Magli, astrofisico e archeoastronomo che si è specializzato nello studio delle relazioni tra l’architettura delle antiche civiltà, il paesaggio e la volta celeste, conducendo ricerche in diverse zone del mondo, dall’Egitto all’Asia.

I ricercatori del Politecnico di Milano, una delle migliori università per trovare lavoro in Italia, hanno studiato le antiche sepolture giapponesi che la famiglia imperiale attribuisce ai loro antenati: si tratta di siti inaccessibili che possono essere studiati esclusivamente via satellite, anche se nessuno si era mai spinto così oltre prima dell’ateneo milanese.

Le isole giapponesi sono cosparse da centinaia di questi tumuli funerari: i più grandi hanno la forma di un buco della serratura e vengono chiamati con il nome di Kofun. Queste antiche tombe vennero costruite tra il III e il VII secolo dopo Cristo: se le più grandi appartengono alla dinastia imperiale, quelle più piccole dovrebbero essere riservate agli ufficiali di corte e agli altri membri della famiglia reale.

Tra i tanti tumuli funerari, spicca su tutti il Daisen Kofun, uno dei monumenti più grandi mai costruiti sulla terra, lungo 486 metri e alto circa 36 metri. Il maestoso Daisen Kofun è tradizionalmente attribuito al leggendario imperatore nipponico Nintoku, il sedicesimo nella storia del Giappone, e fa parte dei siti iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

Le tombe non presentano fonti scritte e gli scavi, solitamente molto rari, sono stati sempre limitati a quelle più piccole, perché le più grandi, appartenute ai primi imperatori, sono rigorosamente tutelate dalla legge. La protezione, inoltre, è estesa anche all’esterno: molti monumenti sono recintati ed è vietato entrare nel perimetro.

Il Politecnico di Milano che ha da poco stabilito un record mondiale con l’auto a guida autonoma in gara alla Indy Autonomous Challenge, ha annunciato che lo studio realizzato sui Kofun nel dipartimento di Matematica da Magli con Norma Baratta e Arianna Picotti, è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Remote Sensing.

Utilizzando il telerilevamento, i ricercatori del Politecnico, ateneo presente all’interno della classifica delle migliori aziende dove lavorare in Italia, hanno misurato l’orientamento di oltre cento Kofun sulle isole del Giappone. I risultati della ricerca indicano un forte collegamento dei corridoi d’ingresso con l’arco di cielo dove il sole e la luna sono visibili ogni giorno dell’anno, e mostrano l’orientamento dell’enorme Kofun a buco di serratura.