Bassa marea record a Vieste: il Pizzomunno rimane all'asciutto

A Vieste la bassa marea record ha lasciato all'asciutto il Pizzomunno, il leggendario monolite in pietra calcarea bianca cantato da Max Gazzè a Sanremo

E alla fine, dopo essere stato sfregiato, il Pizzomunno è rimasto anche “all’asciutto”. La bassa marea record che si è verificata nel Gargano ha lasciato l’iconico faraglione di Vieste, la cui leggenda è stata cantata anche da Max Gazzè al Festival di Sanremo, completamente fuori dalle acque del Mar Adriatico. Le immagini di questo inusuale spettacolo hanno fatto rapidamente il giro del web.

La leggenda di Pizzomunno e Cristalda

Il “Pizzomunno” (in dialetto viestano “pezzo di mondo“) è un monolite in pietra calcarea bianca alto 25 metri. Si trova nella spiaggia del Castello a Vieste e rappresenta una delle immagini più simboliche della cittadina pugliese.

Attorno al “Pizzomunno” ruota una celebre leggenda: si narra che Pizzomunno era un giovane pescatore che abitava in un villaggio di capanne, lo stesso in cui abitava la sua innamorata Cristalda. Ogni giorno Pizzomunno andava in mare con la sua barca e lì le sirene, conquistate dal suo sorriso, erano solite intonare canti in suo onore e promettergli l’immortalità nel caso in cui fosse diventato loro amante e re. Pizzomunno, però, innamorato di Cristalda, rifiutò.

Una sera in cui Pizzomunno e Cristalda si erano ritrovati in riva al mare, le sirene, accecate dalla gelosia, aggredirono la ragazza trascinandola in fondo alle acque del mare. Il pescatore tentò invano di rincorrere l’amata. La mattina successiva, gli altri pescatori ritrovarono sulla spiaggia il monolite, che si dice sia il giovane Pizzomunno pietrificato dal dolore. La leggenda narra anche che, ogni anno, Cristalda riemerge dalle acque per rivedere il suo innamorato.

Pizzomunno a Sanremo grazie a Max Gazzè

La leggenda di Cristalda e Pizzomunno è approdata al Festival di Sanremo nel 2018, grazie alla canzone anonima di Max Gazzè. Il cantante si è classificato sesto. Il 31 luglio 2018 il comune di Vieste, in segno di ringraziamento, ha organizzato un concerto proprio ai piedi del monolite. In quell’occasione, al cantante è stata anche conferita la cittadinanza onoraria.

L’amministrazione comunale, poi, ha deciso di rivestire i gradini della scalinata che collega la strada del municipio alla parte alta della città di Vieste con le frasi della canzone di Max Gazzè, ribattezzandola “La scalinata dell’amore“.