Un nuovo riconoscimento per la pasta all'amatriciana

L'Unione Europea pubblica il disciplinare che regola, una volta per tutte, l'uso della denominazione "amatriciana tradizionale"

amatriciana

Nuovo riconoscimento per la pasta all’amatriciana: l’Unione Europea ha pubblicato il disciplinare che regola l’uso della denominazione “amatriciana tradizionale“, riferendolo alla storica ricetta che si tramanda di generazione in generazione tra gli appassionati di questo piatto della tradizione del centro Italia.

D’ora in avanti, l’utilizzo della definizione “all’amatriciana” diventa ufficialmente sinonimo di tradizione e di qualità, al termine di un lavoro iniziato a partire dal 2014. Dopo cinque anni, l’Unione Europea ha pubblicato sulla sua Gazzetta ufficiale il disciplinare che regola una volta per tutto l’uso della denominazione “amatriciana tradizionale”. Questa deve riferirsi solo alla ricetta autentica del piatto tramandato da generazioni.

Arriva, così, il riconoscimento definitivo da parte dell’Ue su uno dei piatti simbolo del Centro Italia realizzato secondo il metodo di produzione e la ricetta secolare del comprensorio di Amatrice.

Il testo pubblicato dall’Unione Europea sulla Gazzetta ufficiale, dite testualmente che “il carattere tradizionale dell’amatriciana è legato agli ingredienti impiegati (dal pomodoro al guanciale) e al metodo specifico di preparazione utilizzato tradizionalmente nel comprensorio dei Monti della Laga, dai quali la preparazione trae origine”.

La Gazzetta fornisce anche informazioni riguardo alla ricetta di una delle specialità italiane più apprezzate e invidiate al mondo. Il guanciale dovrà essere di tipo Amatriciano dal 18 al 30%, il pecorino del tipo Amatriciano o Romano DOP del Lazio grattugiato, il pomodoro in passata o in pelati in pezzi dal 69 all’81%. Sarà vietato, inoltre, l’uso di ingredienti come cipolla, aglio e pancetta, mentre è consentito l’utilizzo di peperoncino e pepe.

L’Ue riconosce, di fatto, che la popolazione di Amatrice ha dato vita ad uno dei piatti più conosciuti della tradizione italiana, rielaborando e arricchendo l’antica preparazione pastorale, grazie all’introduzione del pomodoro avvenuta agli inizi del 180. Secondo la normativa europea, da oggi, chi vorrà sollevare delle obiezioni in merito alla registrazione della salsa “amatriciana tradizionale” avrà tre mesi di tempo per farlo.

Una volta superata quella data, una delle eccellenze agroalimentari italiane verrà iscritta nel Registro Europeo delle Denominazioni d’origine e Indicazioni geografiche (Dop-Igp) e Specialità tradizionali garantite (Stg).

Un passo in avanti importante che serve a proteggere la pasta all’amatriciana contro imitazioni e falsi.