No al trekking in infradito, in Italia sempre più vietato l'escursionismo improvvisato

I Comuni corrono ai ripari per vietare le pericolose passeggiate degli escursionisti improvvisati sprovvisti di equipaggiamento

No al trekking in infradito, in Italia sempre più vietato l'escursionismo improvvisato

Da Portofino alla Costiera Amalfitana, dalle Cinque Terre ai rilievi del Gennargentu, i comuni della penisola italiana corrono ai ripari e vietano l’escursionismo improvvisato, quello effettuato senza attrezzatura ed equipaggiamento adeguati, che vedono esploratori dell’ultima ora inerpicarsi in sentieri non segnalati, difficili e pericolosi, che mettono a repentaglio la sicurezza degli improvvidi camminatori e impongono molto spesso i soccorritori a intervenire in luoghi impervi.

Ormai lungo tutto l’arco della penisola fioccano i cartelli che segnalano il divieto assoluto di affrontare sentieri apparentemente semplici sprovvisti dei più elementari oggetti che ogni buon escursionista deve sempre portare con sé: acqua, una mappa del sentiero o uno smartphone ben carico dove poter consultare la mappa on line, piccola cassetta di pronto soccorso e naturalmente calzature adeguate.

No al trekking in infradito, in Italia sempre più vietato l'escursionismo improvvisatoInvece gli improvvisati Marco Polo affrontano percorsi anche molto difficili con la spensieratezza di una passeggiata in spiaggia. Senza informarsi, si inoltrano nel cuore di boschi e montagne rimanendo poi bloccati, con ciabatte ai piedi, avvinti dallo sconforto e costretti al telefono, quando si ha la fortuna di trovare campo, a cercare soccorso.

Gli addetti del C.A.I. la più antica e vasta associazione di alpinisti ed appassionati di montagna in Italia, presidiano il territorio costantemente per saggiare la sicurezza dei percorsi e bloccare gli amanti della natura con voglia di scoprire il territorio sprovvisti però del più elementare equipaggiamento.

Un problema che si presenta con sempre maggiore frequenza. Negli ultimi anni l’escursionismo ha fatto registrare picchi di crescita impressionanti, una conseguenza della promozione, da parte dei borghi marinari, delle bellissime mete dell’entroterra degne di essere visitate. La voglia di scoprire il meraviglioso e sterminato patrimonio verde italiano a volte supera il buon senso, l’improvvisazione dilaga e i rischi con essa. Persone anziane in ciabatte alle prese con difficoltose arrampicate, famigliole che affronta sentieri scoscesi senza alcuna precauzione, lungo i sentieri censiti dal C.A.I. si può trovare un po’ di tutto.

I percorsi sono sempre più battuti, ma non tutti si affidano alle guide esperte, e si affronta la camminata senza gli adeguati accorgimenti,  mettendo a serio rischio la propria incolumità.

Le amministrazioni provano a frenare il fenomeno con cartelli e brochure informative, solo un primo passo verso un escursionismo responsabile, da affrontare in piena sicurezza.