La tradizione del Miracolo di San Gennaro a Napoli

Il Miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro è una ricorrenza che avviene a Napoli tre volte all'anno, a maggio, a settembre e a dicembre

Miracolo San Gennaro

Ogni anno per tre volte all’anno la città di Napoli e tutti i fedeli cristiani rivolgono la loro attenzione al Duomo della città partenopea per ammirare il miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro, il Santo protettore della città.

Chi era San Gennaro

Attorno all’anno 300 d.C., durante il regno dell’imperatore Diocleziano, uno degli imperatori che perseguitò più duramente i Cristiani, Gennaro era vescovo della città Benevento.

Un giorno il vescovo decise di andare in visita pastorale a Pozzuoli, insieme ad altri diaconi della diocesi. Sossio, diacono di Miseno e amico di San Gennaro, mentre era in viaggio per Pozzuoli fu però arrestato dal governatore della Campania Dragonzio. Così Gennaro insieme ad altro diaconi si recò in visita a Sasso e protestò pubblicamente affinché il diacono venisse liberato. A causa di questa sua posizione e della sua fede cristiana il Santo fu a sua volta arrestato e fu condannato ad essere sbranato dai leoni.

Narra la tradizione che proprio in quest’occasione avvenne uno dei primi miracoli del santo: le belve che dovevano sbranare Gennaro, in realtà, si inginocchiarono davanti a lui e decisero di non sbranarlo. Secondo altre fonti Gennaro era un vescovo molto amato dal popolo e il governatore per evitare di insurrezioni popolari stabilì di ucciderlo decapitandolo, cosa che avvenne il 19 settembre del 305.

Il corpo di San Gennaro sarebbe stato tumulato nell’Agro Marciano e solo nel V secolo fu deciso di spostarlo prima nelle Catacombe di Napoli, poi a Benevento e ad Avellino e, infine, di riportarlo a Napoli.

Il miracolo di San Gennaro

La storia del miracolo di San Gennaro, infatti, ha origini molto antiche. Si racconta che, prima della morte di San Gennaro, parte del suo sangue fu raccolto in delle ampolle e conservato nel tempo. Nel XV secolo, grazie alla volontà del cardinale Oliviero Carafa, si decise di trasferire le reliquie del Santo nel Duomo di Napoli. Lungo il percorso per Napoli, la nutrice Eusebia che portava con sé le ampolle contenti il sangue del Santo si avvicinò al suo corpo provocando il primo episodio di liquefazione del sangue.

In ricordo di questo avvenimento il primo sabato di maggio di ogni anno avviene il primo miracolo di San Gennaro, quando i fedeli possono ammirare la liquefazione del sangue del Santo.

La seconda liquefazione avviene il 19 settembre data in cui si ricorda la sua morte, mentre la terza liquefazione avviene il 16 dicembre, durante la “festa del patrocinio di San Gennaro”.

Il 16 dicembre del 2020, un anno già segnato dalla pandemia, il Miracolo del Sangue di San Gennaro non c’è stato: il sangue, infatti, non si è sciolto.

Dove sono custodite le reliquie di San Gennaro

Durante il XVI secolo i napoletani chiesero aiuto a San Gennaro per superare un periodo davvero difficile caratterizzato da guerre e pestilenze. La popolazione fece così voto di costruire una nuova cappella dedicata al Santo all’interno del Duomo di Napoli, una volta superata la crisi. Così, tuttora, la Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro conserva le ampolle con il suo sangue mentre sopra l’altare si trova un Busto che custodisce le ossa del cranio.

La cappella è connessa al Museo del Tesoro di San Gennaro dove si trovano conservati dipinti, statue, gioielli e oggetti pregiati che sovrani, nobili e gente comune hanno deciso di donare al Santo nel corso degli anni.