Lollove, il paese sardo con l'amore nel nome diventa location per i matrimoni

Nel nome di Lollove, borgo sardo della provincia di Nuoro, nascosta la vocazione per i matrimoni che la rende nuova meta dell'amore

All you need is LolloveAll you need is “Lollove”, avrebbero cantato i Beatles se avessero conosciuto il caratteristico paesino sardo della provincia di Nuoro con un destino preciso nel nome. La toponomastica può muovere e segnare il destino di un intero paese, lo ha intuito Francesca Floris, fotografa sarda che spacchettando il nome di Lollove, paesino situato nell’entroterra sardo, ha creato dal nulla una piccola capitale delle cerimonie di matrimonio, che raccoglie richieste persino dalla Cina.

Lol-love, un paese che evoca amore, attira in maniera naturale la voglia degli innamorati di sposarsi, ma che ha nelle prime tre lettere del nome, in quel “lol” tanto caro agli internauti della primissima ora, il significato di laughing out loud, ovvero, letteralmente, un mucchio di risate. Un posto quindi che evoca amore e divertimento non può che essere un eccezionale località per celebrare cerimonie nuziali.

Lollove, il paese sardo con l'amore nel nome diventa location per i matrimoni

Una scelta in controtendenza rispetto al numero crescente dei fatidici sì pronunciati sulle spiagge sarde, ma giustificata dalla crescente richiesta di unioni da celebrare negli antichi borghi o negli angoli più caratteristici di antichi paesini, luoghi ideali dove coronare storie d’amore degne di scenari incantati, unici e genuini.

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La nuova destinazione dell’amore si è quindi affidata alle idee scenografiche della fotografa matrimonialista che esaltando gli aspetti più affascinanti del panorama di Lollove e rievocando alcune delle immagini che impregnano di bellezza la letteratura di Grazia Deledda – che proprio in questo borgo ambientò “La Madre”, uno dei suoi più apprezzati romanzi – è riuscita a ricreare una miscela di unicità e bellezza arricchita dalla riproposta di alcune antiche usanze, come la tradizionale consegna di una gallina bianca che lo sposo donava alla propria futura moglie, come simbolo di prosperità e longevità.

La tenacia di una fotografa, il beneplacito dell’amministrazione, ben felice di dare il proprio supporto a un’operazione che potrebbe aumentare il turismo virtuoso dell’antico borgo, il destino segnato nel nome: gli ingredienti per rendere Lollove un paesino votato all’accoglienza di futuri sposi ci sono tutti, gli scenari naturali sono pronti e anche la squadra di professionisti che ha l’incarico di rendere indimenticabile il giorno più bello della vita è pronta a dare il meglio di sé, mancano solo gli sposi. Ma i fidanzati, ghiotti come sono di ambientazioni che uniscono romanticismo e genuinità, faranno a gara per potersi sposare a Lollove, l’antico borgo sardo che si candida a diventare capitale italiana e, perché no, internazionale dell’amore.