Le colline del Prosecco candidate a Patrimonio dell’Umanità

Il via libera della Commissione Nazionale avvicina le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene al prestigioso riconoscimento Unesco

Il paesaggio del Prosecco potrebbe diventare “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”. Il ministro Maurizio Martina, capo del dicastero delle Politiche Agricole e Forestali, ha sottoscritto il dossier di candidatura delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, nel Trevigiano, patria del vino bianco più apprezzato al mondo. Il fascicolo ha ottenuto anche il via libera della Commissione Nazionale presieduta da Franco Bernabè, con il plauso di Luca Zaia, presidente della Regione  Veneto.

Non pago del recente primato nelle esportazioni mondiali, che ha decretato il sorpasso anche sul celebre Champagne, la candidatura del Prosecco, e le colline che ne vedono la nascita, passa ora al vaglio della commissione Unesco. La valutazione positiva andrebbe a rinfoltire il numero di siti italiani già inseriti dall’Organizzazione delle Nazioni Unite nella lista dei Patrimoni dell’Umanità. Sono attualmente 51 i luoghi di eccellenza localizzati nella nostra Penisola, un numero che laurea l’Italia al primo posto nella classifica mondiale, inseguita dalla Cina con 50 riconoscimenti e dai 49 siti della Spagna.

Le alture del Nord-Est, dove si produce l’orgoglio del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, potrebbero presto affiancare altre meraviglie italiane, come il centro storico di Napoli e i trulli di Alberobello al Sud, e la laguna di Venezia e gli antichi insediamenti delle Alpi al Nord, già ambasciatori di bellezza grazie alle ratifiche dell’Unesco del passato.

«Sosteniamo questa candidatura – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina – perché esprime con forza la capacità del Prosecco di valorizzare un territorio agricolo e promuovere l’Italia nel mondo. Uno degli elementi di forza del dossier è dato proprio dalla positiva convivenza tra lavoro umano ed ecosistema. Vogliamo evidenziare ancora di più il ruolo centrale dell’agricoltore nella salvaguardia della biodiversità del paesaggio rurale».

La candidatura è stata fortemente sostenuta dalla popolazione locale attraverso una petizione popolare firmata da numerosi abitanti delle colline dove si produce il rinomato vino bianco frizzate. Il contributo della Regione Veneto e delle amministrazioni comunali è stato decisivo per avviare quei lavori che nel 2010 permisero l’inserimento della zona all’interno della lista propositiva nazionale e che in questi giorni avvicinano il vino d.o.p. all’ambìto traguardo.

In attesa di conoscere il verdetto sull’arte dei pizzaioli italiani, che nelle prossime settimane potrebbe premiare la Penisola italiana per un’altra eccellenza gastronomica, il Prosecco potrebbe presto affiancarsi a quelle produzioni vinicole di qualità già riconosciute dalla lista dei Patrimoni dell’Unesco, come la Viticoltura di Pantelleria e le Langhe-Roero e Monferrato, perle del paesaggio vitivinicolo del Piemonte.

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