Isola d'Elba, scempio paesaggistico a Portoferraio: il caso
Una delle zone più suggestive dell'Isola d'Elba, Portoferraio, è stata deturpata con i resti del progetto di ristrutturazione di un vecchio albergo

A Portoferraio, uno dei punti più suggestivi dell’Isola d’Elba, da tempo era in programma la realizzazione di un grande albergo di lusso: una struttura di 6.500 metri quadrati dotata di un parcheggio interrato per un progetto che sarebbe stato totalmente sostenibile e a basso impatto ambientale.
Il progetto non è mai andato in porto e a distanza di anni, tutto quel che resta del piano di ristrutturazione di un vecchio hotel è sono macerie e rifiuti. La vicenda parte nel 2016 quando, al termine di un lungo iter di autorizzazioni, venne dato il via libera per procedere ai lavori dell’hotel di Portoferraio sull’Isola d’Elba, celebrata da Forbes come un delle 5 isole “segrete” d’Italia.
La tabella di marcia, per diversi motivi, non è stata rispettata e nel 2020, in pieno lockdown, il progetto è naufragato. Adesso, tra alberi antichi, cespugli e colline di rara bellezza, il cemento dell’albergo mai ristrutturato si unisce ai rottami di furgoni, ai rifiuti di plastica e ferro abbandonati e agli oggetti di arredamento ormai ridotti a scheletri inquinanti.
Isola d’Elba: le macerie dell’albergo mai ristrutturato
Il piano di ristrutturazione avrebbe riguardato il vecchio hotel che si trova in una delle aree più straordinarie dell’isola della Toscana, sia per il paesaggio che per la bellezza ecologica: Portoferraio e la sua pineta che si snoda lungomare tra la villa romana delle Grotte e la zona dello Schiopparello-Le Prade. Il grande paradosso di tutta la vicenda è che un progetto presentato anni fa come sostenibile ha finito per deturpare il territorio dell’Isola d’Elba, lasciando macerie e rifiuti di ogni genere.
A denunciare la situazione paradossale di Portoferraio è Legambiente Arcipelago Toscano che critica aspramente quanto accaduto attraverso un post pubblicato sulla pagina ufficiale di Facebook: “Quel preoccupa di più è quel che questa operazione che veniva spacciata come sostenibile ha lasciato sul territorio – si legge sul comunicato di Legambiente Arcipelago Toscano – l’area dell’ex Garden si è trasformata in un vero e proprio disastro: in macerie vandalizzate e disseminate di suppellettili e rifiuti di ogni genere.
Questa situazione di degrado non è tollerabile e non può essere accettato che un’area, anche se privata, venga trasformata in una sorta di discarica a cielo aperto. In un’Isola dove ormai è di moda parlare di sostenibilità, questo è l’esempio assoluto dell’insostenibilità”.
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