Il castello di Sammezzano, luogo del cuore Fai, diverrà un pezzo d’Arabia

Una società degli Emirati Arabi ha acquistato il luogo del cuore Fai più votato nel 2016 per 15 milioni di euro

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15 milioni e mezzo di euro per acquistare il Castello di Sammezzano, la piccola perla della Toscana relegata per anni nell’oblio, tornata agli onori delle cronache grazie al FAI. Il castello dai tratti orientaleggianti, incastonato nelle verdi colline toscane, è risultato il più votato dell’iniziativa “i Luoghi del cuore”, il grande sondaggio finalizzato alla riscoperta e riqualificazione dei tesori italiani abbandonati al degrado. Oltre 50mila cittadini non hanno avuto dubbi: hanno scelto il castello di Reggello, in provincia di Firenze come luogo eletto da riqualificare. Una scelta che evidentemente non ha lasciato indifferenti potenziali acquirenti, ammaliati dall’unicità della struttura.

sammezzanoL’offerta, dopo anni di aste deserte, è finalmente arrivata da una società degli Emirati Arabi, la Helitrope Limited con sede a Dubai, che è pronta a spendere non poco per aggiudicarsi la struttura abbandonata e il parco che la circonda.

Il degrado però negli anni non ha eclissato alcune caratteristiche peculiari di questo gioiello orientaleggiante indossato dalle colline del Valdarno. I bellissimi mosaici in ceramica policroma, le cupole ad archi che richiamano architetture moresche e le geometrie tipicamente orientali hanno fatto breccia negli investitori degli Emirati Arabi che evidentemente non vogliono perdere l’occasione di poter acquistare una tale rarità architettonica situata in uno degli angoli più belli della penisola italiana.

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L’esito positivo dell’operazione potrebbe essere la svolta tanto attesa per il castello abbandonato da anni in un preoccupante stato d’abbandono che lascia in allarme per la stabilità stessa della struttura.

Ancora ignote le intenzioni degli acquirenti. Il Sindaco e il comitato Save Sammezzano, che si sono impegnati strenuamente per ottenere il meritato riconoscimento di Luogo del Cuore 2016, sperano adesso che i nuovi proprietari lascino alla comunità la possibilità di una fruibilità collettiva delle aree, la libertà insomma, di poter continuare a godere del meraviglioso edificio e dei suoi parchi che si estendono per oltre 65 ettari anche dopo la vendita. Un desiderio che si unisce alla fiducia e di vedere risbocciare la bellezza di questo particolare edificio ricostruito nell’ ‘800 da Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona secondo i dettami del gusto moresco. Con la speranza di tornare a esprimere quei fasti di bellezza e meraviglia che hanno incantato per decenni migliaia di persone.