La festa dei cornuti a Santarcangelo, la tradizione tra innovazione e divertimento

santarcangelo di romagna

Novembre nella suggestiva Santarcangelo, cittadina nell’entroterra romagnolo, è il mese delle feste popolari.

Nel periodo di vendemmia, delle vicine campagne, è Piazza Ganganelli a divenire il palcoscenico di una delle sagre più famose della zona: la festa dei becchi.
I becchi, o caproni, rappresentano, secondo la tradizione, le persone tradite che, passando sotto l’arco principale del paese, fanno suonare dei campanacci montati su delle grosse corna appese in cima.

La tradizione vuole che questa ricorrenza cada precisamente durante le celebrazioni di San Martino, il patrono delle zone rurali limitrofe.
Il 10 ed 11 novembre, la piazza, come ogni anno, si veste di bancarelle e stand provenienti da ogni angolo d’Italia, presentando alcune tra le eccellenze gastronomiche del Bel Paese ed alcune innovazioni culinarie.
Ovviamente il focus sarà tutto sulla piadina, alimento principe della cultura popolare romagnola, rivisitata in chiave moderna con roboanti accostamenti e bizzarre farciture.

Imperdibile, quindi, il “palio della Piadina“, una gustosa competizione non professionistica, nata per divertimento tra “piadinari” provvisti di farina e mattarello.
Il consiglio per i visitatori è di gustare appieno odori e sapori, non rinunciando alla rinomata cipolla santarcangiolese alla griglia, accompagnata da salsiccia nostrana del Monte Fumaiolo e, possibilmente, sorseggiando un calice di Sangiovese.
Non solo castagne, dunque, in quel di Santarcangelo, ma, grandi protagonisti della fiera, saranno, come ogni anno, i bambini ai quali viene dedicata una grande area adibita a luna park e piena di food truckers dotati di ogni tipo di leccornìa.

Il tocco folkloristico della festa è rappresentato da una tradizione inusuale ma degna di nota. Le corna, ornate da cordoni di maglia, un tempo usate per agghindare i buoi per le festività, vengono allestite per una settimana e smontate dopo la disputa della gara podistica chiamata in romagnolo “cheursa di bec“.
Ogni visitatore potrà, quindi, scoprire la fedeltà del proprio amato, attraverso il passaggio sotto il popolare arco.

L’appuntamento si arricchisce, poi, di numerose attività, quali, l’angolo dei cantastorie, un evento di risonanza nazionale e di angoli del centro storico in cui poter ascoltare musica dal vivo di band emergenti.

Per tutta la Romagna, la festa dei becchi è una data da segnare ogni anno sul proprio calendario e non mancano visitatori e curiosi da ogni parte della Penisola.

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