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È in Alto Adige la Meridiana naturale più grande al mondo

A Sesto, si può ammirare uno spettacolo naturale unico la mondo: si tratta della Meridiana in pietra, formata dalle cinque cime delle Dolomiti

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È in Trentino la Meridiana naturale più grande al mondo

Nel cuore del Trentino-Alto Adige, precisamente a Sesto, paese incantevole incastonato nelle Valle dell’Alta Pusteria, in provincia di Bolzano, si può ammirare uno spettacolo senza pari.
È proprio qui, infatti, che le cinque cime delle Dolomiti (Nove, Dieci – detta anche Croda Rossa -, Undici, Dodici e Una) vanno a formare la Meridiana di pietra più grande al mondo.
Un luogo in cui non vi servirà l’orologio per sapere che ore sono!

La cima più piccola della Meridiana di Sesto è la Cima Nove, alta 2.582 metri, seguita dalla Una, che misura 2.698 metri, mentre la Dieci si estende per 2.965 metri verso l’alto. Quest’ultima viene detta Croda Rossa e si trova a sud di Sesto in Alta Pusteria, nel cuore delle Dolomiti. Segue la Cima Undici, alta 3.092 metri, e infine la Dodici, che con i suoi 3.094 metri è il picco più alto della Meridiana.
Paese che non raggiunge le 2000 anime, situato nella zona più orientale dell’Alto Adige, quasi al confine con l’Austria, Sesto è rinomato in tutto il mondo per il suo orologio naturale, dove le cime delle Dolomiti vengono identificate con dei numeri, proprio come delle enormi e suggestive lancette in pietra.

Come funziona la Meridiana naturale di Sesto

Dalla zona dei Bagni di Moso, all’ingresso della Val Fiscalina – descritta come “la valle più bella del mondo” – l’orbita solare coincide con la sequenza delle cime delle Dolomiti di Sesto.

Al solstizio d’inverno, quando l’orologio segna mezzogiorno il sole si trova a Sud, esattamente sopra la Cima Dieci, dove raggiunge il suo picco massimo. Alle 13, sarà sulla Cima Una. Alle ore 9 e alle 10, invece, la posizione del sole viene coperta dalla montagna.
Secondo l’ingegnere altoatesino Innerebner, il nome di Sesto deriva dall’osservazione del trascorrere del tempo perché, basandosi sul sistema di conteggio dei Romani, la “Sexta Hora” corrispondeva al nostro mezzogiorno.

A Nord del punto invernale della linea Cima Una si raggiungono i 1412 metri. Questo luogo viene chiamato “Heiden”, che in tedesco vuol dire “dei pagani”. Lo studioso Innerebner suppone che anticamente quello sarebbe stato il luogo di osservazione del passaggio del tempo, oppure un luogo di culto.

L’ombra della cima di una montagna aguzza, come la Cima Dodici di Sesto, si comporta come quella degli gnomoni: è più corta d’estate e più lunga d’inverno. Sulle meridiane, oltre alle linee radiali che indicano le ore, vi sono delle linee trasversali che indicano dei momenti stagionali per cui, da un punto di osservazione preciso, a mezzogiorno l’ombra della cima della montagna sarà anche un indicatore calendariale naturale.