Dove mangiare e comprare i migliori tartufi d'Italia

L'Italia è ricca di zone dove poter mangiare e comprare i migliori tartufi d'Italia: ecco la guida imperdibile per chi ama quest'eccellenza italiana

La ricerca del tartufo perfetto, in Italia, passa da cinque località. Il Piemonte è la zona più rinomata tra quelle dove poter mangiare e comprare i migliori tartufi d’Italia, ma nel nostro Paese ci sono anche tanti altri posti che custodiscono questo prestigioso “tesoro”. Scopriamole insieme.

Il tartufo bianco di Alba in Piemonte

Tartufo d'Alba

Il tartufo bianco d’Alba, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, cresce in un’ampia porzione delle colline di Langhe-Roero e Monferrato, in Piemonte. Si raccoglie a partire dalla tarda estate, durante tutto la stagione autunnale, fino all’inizio dell’inverno.

Ha una forma globosa, spesso anche appiattita e irregolare. Il peridio è giallo pallido o ocraceo. La gleba è percorsa da numerose venature bianche molto ramificate e può assumere diverse colorazioni, dal color latte al marroncino passando per il rosa intenso. Le dimensioni sono variabili.

Nel 2007 il miglior tartufo bianco d’Alba, dal peso di 750 grammi, è stato battuto all’asta per 143 mila euro.

Il tartufo bianco degli Appennini emiliani

Tartufo degli Appennini emiliani

Anche la zona che circonda Bologna e, più in generale, quella degli Appennini emiliani è celebre per il suo tartufo bianco. In quest’area il tartufo bianco pregiato matura fra settembre e dicembre, tra i boschi di noccioli, pioppi, salici, querce, cerri, roverelle, tigli e carpini. Il tartufo ha una colorazione giallo ocra, la gleba è compatta e presenta sentori floreali, agliacei e di sottobosco.

Il tartufo bianco di San Miniato in Toscana

Tartufo di San Miniato

Dall’Emilia Romagna alla Toscana, la strada è “breve”: qua si trova il prestigioso tartufo bianco di San Miniato, o meglio, il tartufo bianco delle colline Samminiatesi. Si tratta del Tuber Magnatum Pico, fungo sotterraneo che si trova a pochi centimetri di profondità in questa particolare area della Toscana. Questa particolare tipologia detiene anche un primato: il tartufo più grande mai rinvenuto è un tubero di 2.520 grammi, che fu donato nel 1954 al Presidente statunitense Eisenhauer.

Il tartufo bianco di Acqualagna nelle Marche

Tartufo di Acqualagna

Anche ad Acqualagna, nelle Marche, è presente il Tuber Magnatum Pico, di forma più o meno rotondeggiante e regolare, con cavità e sporgenze. La parte esterna del tartufo è liscia o quasi liscia, di colore giallo-biancastro. Ha un odore forte ed è molto digeribile. Si conserva poco. Il periodo tra la maturazione e la marcescenza è molto breve.

Sempre ad Acqualagna, però, ci sono anche altre varietà di tartufo: il Tuber Melanosporum Vitt (tartufo dalla scorza nera), il Tuber Borchii Vitt o Tuber Albidum Pico (detto anche “marzuolo”, di colore chiaro e liscio, con un profumo meno forte del Tartufo Bianco Pregiato) e il Tuber Aestivum Vitt (con una scorza bruno nerastra, di valore minore rispetto al Tartufo Nero Pregiato).

Il tartufo nero pregiato di Norcia in Umbria

Tartufo di Norcia

Il tartufo nero pregiato di Norcia (nome scientifico “Tuber melanosporum Vittadini”) è uno dei prodotti tipici di questa cittadina umbra. Si nasconde nei boschi dei Monti Sibillini e si raccoglie da inizio dicembre a metà marzo. Molto pregiato e ricercato, all’esterno si presenta di colore nero, mentre all’interno assume una colorazione nero-vinaccia, con venature biancastre. La forma è tondeggiante e le sue dimensioni variano da un minimo di 20-25 grammi fino al chilo. L’aroma è intenso e avvolgente.