Tra i cibi più costosi al mondo uno è italiano: l'asta record

Tra i cibi più costosi al mondo uno è italiano: si tratta del tartufo bianco d'Alba, protagonista di un'asta record. Scopriamo quest'eccellenza italiana

Il tartufo bianco d’Alba è uno dei cibi più costosi al mondo. L’occasione ideale per aggiudicarsi il miglior esemplare di questo nobile fungo ipogeo è la tradizionale asta annuale che, nel 2020, si terrà l’8 novembre presso il Castello di Grinzane Cavour, sito patrimonio dell’Umanità Unesco, in collegamento con il ristorante tre stelle Michelin “8 1/2” di Hong Kong.

Nel 2007 il miglior tartufo bianco d’Alba, dal peso di 750 grammi, è stato battuto all’asta per 143 mila euro. Non si è mai saputo chi ha deciso di spendere questa maxi cifra che, ancora oggi, rappresenta un record e che ha inserito di diritto il nobile fungo ipogeo del Piemonte tra i cibi più costosi della storia (accanto, per esempio, al tonno da 278 chilogrammi venduto in Giappone a 2,6 milioni di euro, alla bottiglia di Borgogna Romanée-Conti del 1945 venduta nel 2018 a 558 mila euro e alla bottiglia di whisky The Macallan 1926 da 843 mila dollari).

Alla scoperta del tartufo bianco d’Alba

Il Tartufo Bianco d’Alba ha una forma globosa spesso appiattita e irregolare, con peridio giallo pallido oppure ocraceo. La gleba, percorsa da numerose venature bianche molto ramificate, può variare dal color latte al marroncino, passando per il rosa intenso.

Al giorno d’oggi non esistono tecniche di coltivazione. Il tartufo bianco d’Alba cresce spontaneamente, in simbiosi con alberi o arbusti specifici. Si raccoglie a partire dalla tarda estate, durante tutto l’autunno, fino all’inizio della stagione invernale.

Il suo profumo è composto da 120 molecole volatili. Si consuma fresco, non si cuoce. Si può conservare per una settimana circa in frigorifero, meglio se avvolto in carta assorbente, all’interno di un contenitore di vetro con coperchio.

Il tartufo bianco d’Alba nel mondo

Conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, a fine 2019 il tartufo bianco d’Alba è stato anche in tournée negli Stati Uniti d’America. Nel 2020, invece, è stato protagonista al Sundance Film Festival 2020 col film “The Truffle Hunters“.

Tante le celebrità che, negli anni, hanno dimostrato di apprezzare il tartufo bianco d’Alba. Si narra che quando Marilyn Monroe giunse fino alla città piemontese alla ricerca del miglior esemplare richiese massima discrezione e nessun fotografo. Alfred Hitchcock, invece, arrivò in aereo in Piemonte e si fece immortalare col nobile fungo ipogeo, contribuendo in questo modo alla sua fama mondiale. Winston Churchill, altro grande estimatore del tartufo bianco d’Alba, se lo faceva spedire direttamente in Inghilterra.