Casamassima, il filo che lega il Paese Azzurro alle città blu del mondo

Spunta una nuova ipotesi che fa luce sul colore delle abitazioni nello splendido borgo pugliese in provincia di Bari

Paese Azzurro

In Puglia c’è una città blu che si lega in maniera indissolubile ad altre tre città in giro per il mondo: Jodphur in India, Safed in Israele e Chefchaouen in Marocco.

Si tratta di Casamassima, comune in provincia di Bari chiamato Paese Azzurro, per via del colore delle pareti che caratterizzano il suo antico borgo. Quella del collegamento con le altre città è un’ipotesi formulata dall’architetta Marilina Pagliara, la quale ha trovato un legame religioso che affonda le proprie radici nella tradizione ebraica. Tutto parte da Chefchaouen, città santa musulmana che divenne rifugio degli ebrei in fuga dalla Spagna, durante il periodo dell’Inquisizione. La città del Marocco fu dipinta utilizzando la polvere blu di tekhelel, realizzata usando come base dei frutti di mare. Il colore è stato indicato dalla Bibbia come rappresentante del popolo di Israele che lo ha portato avanti attraverso i secoli, fino ai giorni nostri.

La stessa cosa è successa anche nelle città di Safed e Jodhpur che hanno ospitato piccole comunità di famiglie ebraiche in fuga, usando ugualmente la vernice di colore blu per affrescare le abitazioni. In particolare, la città israeliana di Safed è il luogo in cui è nata la Cabala lurianica, uno dei principali bastioni per lo studio della Torah. Insieme a Hebron, Tiberiade e Gerusalemme, è una delle quattro città sante dell’ebraismo legate ai simboli biblici. Nel XV secolo ha dato rifugio a famiglie espulse dai “Cattolicissimi Reali Isabella di Castiglia e Ferdinando di Aragona” durante l’Inquisizione spagnola.

Secondo l’ipotesi formulata dall’architetta Marilina Pagliara, la colorazione dell’antico borgo di Casamassima, in provincia di Bari, è da attribuirsi ad una piccola comunità ebraica che avrebbe trovato rifugio tra le sue mura. Uno dei più grandi mercanti di grano d’Europa, Miguel Vaaz de Andrad, si insediò a Napoli nel 1850 e divenne ricchissimo grazie alla compravendita del grano della Puglia. Proprio Vaz potrebbe essere l’artefice dell’insediamento della comunità ebraica a Casamassima. La nuova ipotesi, avvalorata dagli studi portati avanti da Marilina Pagliara, va ad offrire un’alternativa alla precedente leggenda della Madonna di Costantinopoli. Fino ad oggi, si è sempre pensato che il colore azzurro delle case del borgo, fosse legato al “Maphorion”, il velo della protettrice di Casamassima, e usato dai suoi abitanti come ringraziamento per aver preservato il paese dalla peste che colpì Bari e tutto l’entroterra nel 1600.