8 borghi calabresi offrono soldi a chi vuole trasferirsi lì

Alcuni borghi della Calabria offrono dei soldi a chi ha intenzione di trasferirsi nei loro territori: come funziona e quanto si può ottenere

Sei borghi calabresi stanno facendo il giro del mondo grazie a un approfondimento a loro dedicato dalla ‘Cnn’, rimasta colpita dal piano della Regione Calabria di offrire fino a 28 mila euro alle persone che desiderano trasferirsi in queste cittadine.

L’obiettivo è invertire il trend del declino della popolazione registrato negli ultimi anni. Per ottenere i fondi, i nuovi residenti di questi sei borghi calabresi devono avere meno di 40 anni e impegnarsi a rilanciare una piccola impresa. Chi desidera partecipare al bando deve essere pronto a trasferirsi in Calabria entro 90 giorni dall’esito positivo della domanda e, poi, dovrà prendere la residenza nel borgo dove si trasferirà.

I sei borghi in questione sono Aieta, Albidona, Bova, Caccuri, Civita, Samo e Precacore, San Donato di Ninea, Sant’Agata del Bianco e Santa Severina.

Aieta

Fondato sulle ceneri di un insediamento greco, il borgo di Aieta si trova in provincia di Cosenza, vicino alle spiagge di Maratea e Praia a Mare. La ‘Cnn’ la descrive come “piccola ma elegante”.

Aieta

Albidona

Albidona, in provincia di Cosenza, è un borgo posto a 850 metri d’altezza. Il suo territorio, però, si estende fino al mare. Considerata la sua vicinanza al confine con la Basilicata e la Puglia, questo paesino è ritenuto dalla ‘Cnn’ il “luogo ideale per visitare tutte e tre le regioni e godersi al massimo il Parco Nazionale del Pollino e la calda costa soleggiata”.

Albidona

Bova

Il borgo di Bova, in provincia di Reggio Calabria, è conosciuto anche come il “balcone naturale” della Calabria, dal momento che si trova sulla punta dello “Stivale” vicino alla Sicilia e offre una vista unica.

La ‘Cnn’ riporta anche la leggenda secondo cui una regina armena avrebbe fatto costruire questo villaggio su una collina dove pascolavano le mucche.

Bova

Caccuri

Di Caccuri, borgo in provincia di Crotone, la ‘Cnn’ consiglia lo “spettacolare castello in cima a una collina, costruito come punto di vedetta contro le incursioni dei pirati, che si affaccia su un labirinto di vicoli, case in pietra e piccole piazze con ingressi privati”.

Civita

Fondata nel 1400 da albanesi in fuga dall’impero turco, Civita, in provincia di Cosenza, si distingue per lingua arbereshe parlata dai suoi cittadini. Tra i suoi luoghi caratteristici la ‘Cnn’ include il canyon del fiume Raganello (il più grande d’Italia) e il “Ponte del Diavolo”.

Civita

Samo e Precacore

A Samo, borgo in provincia di Reggio Calabria, secondo la ‘Cnn’ il tempo “si ferma”. La “parte migliore” di questo villaggio, però, è la frazione fantasma di Precacore, abbandonata in seguito a una serie di terremoti ma ricca di rovine greco-bizantine.

San Donato di Ninea

San Donato di Ninea, in provincia di Cosenza, si trova nella zona più profonda del Parco Nazionale del Pollino. Come riporta la ‘Cnn’, “questa località incontaminata e incontaminata ospita molti animali e piante selvatiche ed è ritenuta una delle migliori riserve naturali d’Italia”.

San Donato di Ninea

Sant’Agata del Bianco

Le origini di Sant’Agata del Bianco, in provincia di Reggio Calabria, sono greche e bizantine. Tra le sue principali attrazioni, sottolinea la ‘Cnn’, spiccano la “Strada dei Palmi”, il museo del vino e il “museo delle cose perdute”.

Santa Severina

Santa Severina, in provincia di Crotone, sorge su una rupe di roccia tufacea a picco sul fiume Neto. Una delle particolarità di questo borgo è la sua costruzione a strati in base alla ricchezza: le abitazioni delle famiglie più ricche sono in cima alla collina, mentre quelle dei più umili sono in basso, scavate nella roccia. Come ricorda la ‘Cnn’, Santa Severina è nota per le sue arance. Il suo battistero, inoltre, è “il più antico monumento bizantino in Calabria”.

Santa Severina