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Alimenti e data di scadenza: come può cambiare la regola in Italia

Una nuova norma allo studio della Commissione Ue potrebbe cambiare le indicazioni riportate sui prodotti alimentari riguardo la data di scadenza

Alimenti e data di scadenza

La Commissione Europea ha avanzato una proposta agli Stati membri per modificare alcune disposizioni in materia di scadenza degli alimenti. L’obiettivo di questo cambiamento sarebbe quello di combattere gli sprechi alimentari e rendere i sistemi alimentari più rispettosi dell’ambiente.

La nuova proposta dell’UE

È allo studio della Commissione UE una proposta per rivedere le norme sulla data di scadenza dei prodotti alimentari che permetterà di fare maggiore chiarezza e di avere un impatto più positivo nell’ambiente. Anche in Italia, quindi, le regole potrebbero presto cambiare.

Attualmente le diciture presenti nelle etichette degli alimenti sono due: “da consumarsi entro” oppure “da consumarsi preferibilmente entro”. La differenza tra le due consiste in quel “preferibilmente“: una sola parola che però cambia completamente il significato della frase. Se un alimento riporta “da consumarsi entro” non può essere mangiato dopo la data indicata perché considerato scaduto e quindi dannoso per la salute. Mentre i cibi con indicazione “da consumarsi preferibilmente entro” possono essere mangiati anche oltre la data indicata se sono stati ben conservati.

Molte associazioni, tra cui l’italiana Altroconusmo, hanno evidenziato che per i consumatori non è molto chiara la differenza tra queste due scritte. Per questo l’Unione Europea ha proposto di aggiungere anche la dicitura “Spesso buono oltre” affianco all’indicazione “da consumarsi preferibilmente entro”. In questo modo si punta a diminuire gli sprechi dato che i consumatori possono meglio comprendere che il prodotto può essere mangiato anche oltre la data riportata. Se mangiato, in seguito, infatti il cibo può aver perso gusto o consistenza ma non è nocivo.

Il cambiamento proposto fa parte della strategia “Farm to Fork” (in italiano “dalla fattoria alla forchetta”, ovvero dal produttore al consumatore) che è al centro del Green Deal europeo, un progetto con molteplici obiettivi tra cui rendere i sistemi alimentari equi, sani e rispettosi dell’ambiente.
Secondo studi condotti, infatti, i sistemi alimentari attuali rappresentano quasi un terzo delle emissioni globali di gas serra, consumano grandi quantità di risorse naturali e comportano non solo un impatto negativo nella salute degli esseri umani ma anche la scomparsa di biodiversità.

Gli alimenti coinvolti

Al fine di preservare al meglio il nostro pianeta, quindi, i consumatori sono invitati a leggere con più attenzione le etichette. Nello specifico gli alimenti che hanno la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” sono solitamente prodotti secchi come pasta, pane, riso, biscotti e crackers che possono essere mangiati anche del tempo dopo la data di scadenza sulla confezione. Lo stesso vale per la farina, le salse, l’olio, se conservati al fresco e all’asciutto. Per questi prodotti l’UE propone di aggiungere la dicitura “Spesso buono oltre” in modo da far sapere ai consumatori che questi alimenti possono essere mangiati anche oltre la data.

Un discorso diverso viene fatto per i cosiddetti “prodotti da frigo o prodotti freschi”, ovvero alimenti che deperiscono facilmente nel breve periodo. Questi alimenti hanno riportata una data di scadenza che è obbligatorio rispettare perché mangiarli dopo può essere dannoso per la salute. Fanno parte di questa categoria cibi come il pesce crudo, la carne fresca, i formaggi freschi, lo yogurt e il latte fresco. In questo modo la Commissione Ue mira a prevenire gli sprechi alimentari legati all’incomprensione. Allo stesso tempo, però, garantisce che qualsiasi modifica proposta non comprometterà la sicurezza alimentare dei cittadini e allo stesso tempo soddisferà le esigenze di informazione.