Venezia, il piano per salvare San Marco dall'acqua alta

Presentato il progetto composto da dieci interventi chiave che servono a proteggere piazza San Marco dagli allagamenti

Piazza San Marco

A Venezia è stato presentato il piano per salvare San Marco dall’acqua alta.

Si parla di dieci interventi chiave ideati per proteggere la piazza del capoluogo veneto. Per tenere all’asciutto piazza San Marco, si punta su un metodo che ha già messo d’accordo tutti, compreso il fronte ambientalista.

Il progetto è stato presentato presso le sale monumentali della Biblioteca Marciana. A firmarlo sono due aziende: Kostruttiva, tramite la consorziata Mate, e Thetis. Il piano dovrebbe mettere fine al Mose, a fronte di un investimento di circa 30 milioni di euro, non prima dei prossimi tre anni.

Il Mose di Venezia è tarato per alzarsi quando l’acqua raggiunge la quota di 110 centimetri sopra il livello del mare, ma piazza San Marco inizia ad allagarsi a quote ben più basse: il nartece della Basilica si trova a 65 centimetri, mentre la piazza a 71.

L’acqua, infatti, non entra solamente scavalcando la riva del bacino di San Marco stabilita a 110 proprio in relazione al Mose, o attraverso le infiltrazioni dai marginamenti e dal sottosuolo: lo fa anche e soprattutto risalendo dai gatoli, i cunicoli costruiti per scaricare in laguna l’acqua delle piogge.

Il pool di architetti e ingegneri che hanno ideato il progetto è partito proprio dai gatoli, lavorando sulla falsariga del progetto del nartece della Basilica. Il restauro dei gatoli rappresenta il cuore dell’intervento: verranno puliti e impermeabilizzati, sollevando 9/10 mila masegni, un decimo del totale.

Alcuni verranno chiusi definitivamente, mentre in altri saranno installate delle valvole che serviranno a impedire la risalita. Al fine di evitare l’allagamento durante i giorni di maltempo, inoltre, sarà creato un sistema di sollevamento composto da sette pompe che porteranno via l’acqua al ritmo di 700 litri al secondo.

Stando al piano, l’impianto verrà posizionato sotto un pontile del bacino: così facendo si ridurrà al minimo l’impatto a livello paesaggistico. Per proteggere la riva del molo di San Marco, inoltre, l’idea è quella di installare una struttura frangionde, una pedana in legno con un rialzo di circa mezzo metro nella parte più bassa.

Il progetto definitivo è stato consegnato al Consorzio Venezia Nuova. Una volta partita tutto l’iter burocratico, serviranno un paio di anni di lavori. In mezzo bisogna calcolare la sospensione dei cantieri per almeno due mesi, tra il Carnevale, il Capodanno, il Redentore e altre feste.