Gli Scavi di Pompei riaprono il 26 maggio: le nuove misure

Gli Scavi di Pompei pronti a una riapertura in sicurezza in due fasi: si parte a fine maggio con ticket ridotto per valutare la risposta della comunità

Per il Parco Archeologico di Pompei la Fase 2 non inizierà lunedì 18 maggio, giorno in cui è prevista la riapertura degli altri siti archeologici e culturali. La ripartenza degli Scavi slitta, infatti, al 26 maggio, e sarà suddivisa in due fasi.

Nei giorni scorsi, il Parco ha avviato un confronto con le istituzioni locali, vale a dire il Comune, il Santuario e le forze dell’ordine, al fine di coordinare le modalità di riapertura in sicurezza del sito e definire le varie fasi operative.

La proposta è di iniziare con una fase sperimentale della durata di due settimane. Si parte da fine maggio, con una passeggiata lungo le strade della città antica, che offrirebbe l’occasione di tornare ad ammirare i luoghi più belli e rappresentativi del sito archeologico, attraverso un percorso predefinito e nel rispetto delle misure di distanziamento previste dal Governo, così da garantire la sicurezza dei visitatori e del personale.

Seguirebbe poi una seconda fase, con itinerari a senso unico che permetterebbero di accedere a diverse domus del Parco Archeologico di Pompei, in particolare quelle ampie o dotate di ingresso e uscita separate, avvalendosi di supporti tecnologici per organizzare e monitorare i flussi.

Per la fase iniziale, prevista dal 26 maggio, l’ingresso privilegiato sarà quello di Piazza Anfiteatro, più grande e più vicino al centro della città. In seguito, saranno diversificati gli accessi e i relativi itinerari di visita.

L’intento è quello di offrire un segnale di apertura alla comunità pompeiana e rendere l’area archeologica un Parco Urbano fruibile ai cittadini. Proprio per questo, si è pensato anche ad un ticket d’ingresso ridotto, così da incentivare ancora di più i visitatori a tornare ad ammirare gli Scavi.

“Si sta lavorando in piena sinergia con il territorio e con i vari attori coinvolti, affinché i visitatori possano quanto prima, nuovamente accedere al sito – ha dichiarato in una nota il Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna – La prima fase di apertura sulla quale stiamo ragionando, ci consentirà di valutare la risposta della comunità, che è stata la prima a risentire delle conseguenze della chiusura del sito, in vista poi della fase successiva”.

“Per questo secondo momento – ha specificato Osanna – stiamo definendo percorsi di visita sicuri, ma che possano anche trasformare la visita in un momento di approfondimento, con un’offerta innovativa. Saranno, infatti, previsti accessi anche ad ambienti e Domus inediti”.

Infine, ha aggiunto: “Oltre alle istituzioni locali e ai sindacati, abbiamo ascoltato le associazioni di categoria turistiche per recepire le loro richieste e andare incontro alle loro esigenze.  Ora è importante ripartire per rimettere in moto la macchina organizzativa e soprattutto lanciare un positivo segnale di ripresa, che interesserà non solo direttamente il sito archeologico ma tutto il comparto turistico cittadino e nazionale”.