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Pompei, la Casa degli Amanti riapre dopo 40 anni

A distanza di 40 anni dalla sua chiusura dovuta al terremoto dell'Irpinia, riapre al pubblico la Casa degli Amanti a Pompei

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Pompei, la Casa degli Amanti riapre dopo 40 anni

La Casa degli Amanti a Pompei, portata alla luce negli Anni Trenta e danneggiata in maniera importante dal terremoto dell’Irpinia, riapre al pubblico per la prima volta dopo 40 anni. Si tratta di un gioiello senza eguali del sito archeologico campano, l’unico di cui si sia conservato quasi per intero il secondo piano, addirittura ancora con i suoi pavimenti in cocciopesto.

A darne l’annuncio è stato il ministro per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo Dario Franceschini, a Pompei per illustrare ai media la fine dei lavori di messa in sicurezza avviati nel 2014 con il Grande Progetto di messa in sicurezza del sito (finanziato per la maggior parte con fondi di provenienza europea) e l’apertura di tre nuove domus appena restaurate.

Oltre alla già citata Casa degli Amanti, si tratta della Casa della Nave Europa (che prende il nome da un grande graffito inciso su una delle sue pareti) e la Casa del Frutteto (caratterizzata da cubicoli floreali e tra i più alti esempi di pittura da giardino rinvenuti in città).

La Casa degli Amanti è stata riportata alla luce nel 1931 dall’architetto Amedeo Maiuri, che ha avuto l’intuizione di consolidare il piano superiore dell’abitazione già nel corso dello scavo. Poi, la Casa degli Amanti, il cui proprietario resta avvolto nel mistero, è stata chiusa al pubblico subito dopo il terremoto dell’Irpinia, che l’ha resa inagibile tanto da risultare pericolosa anche per gli addetti ai lavori.

A distanza di quarant’anni, ora, la Casa degli Amanti finalmente riapre. Su una parete color del vino, dove sembrano nuotare placide due anatre bianche, si legge un graffito con il verso: “Gli amanti conducono, come le api, una vita dolce come il miele“.

Il Grande Progetto di messa in sicurezza del sito di Pompei è stato avviato nel 2014 con 105 milioni di euro, provenienti per il 75% da finanziamenti europei e per il 25% da fondi nazionali. Nell’arco di cinque anni sono stati eseguiti 76 interventi, con 50 chilometri di colmi murari messi in sicurezza, 30 mila metri cubi di murature, 10 mila metri quadri di intonaci, 2,7 chilometri di fronte di scavo messo al riparo da nuovi crolli.