Anche a Pompei c'era la raccolta differenziata: la scoperta

La scoperta di un gruppo di ricerca dell'Università di Cincinnati: gli abitanti dell'antica città di Pompei effettuavano la raccolta differenziata

Pompei

Un’indagine ha scoperto che la raccolta differenziata veniva effettuata anche nell’antica città di Pompei.

I risultati di uno studio ancora non pubblicato, portato avanti da un gruppo di ricerca dell’Università di Cincinnati, mostrano che i romani, invece di eliminare scarti e oggetti guasti, li accumulavano alle porte della città e li separavano con grande accuratezza per poi destinarli a un nuovo uso.

I ricercatori dell’università statunitense hanno trovato le prove di un’abile gestione dei rifiuti in alcuni siti archeologici dell’antica Pompei precedenti al 79 d.C., anno della tragica eruzione del Vesuvio che spazzò via la città.

L’indagine si basa sullo studio di diversi campioni di strati di terreno nelle aree urbane all’interno e all’esterno di Pompei. Sono state scoperte presenze di mucchi di rifiuti in aree di raccolta che erano situate principalmente subito fuori le mura della città. In altri casi, le zone adibite ai rifiuti si trovavano anche in appezzamenti di terreno abbandonati.

I cittadini di Pompei accumulavano l’immondizia in pile molto alte. In mezzo ai rifiuti si trovano materiali di vario genere, fra cui un’abbondante quantità di minuscoli pezzetti di ceramica e di vetro, appartenuti a oggetti come anfore e piastrelle. Presenti anche resti ossei di animali macellati e consumati, cenere e carbone.

I rifiuti non venivano ammassati per essere buttati via, ma venivano raccolto e accumulati, per poi essere riciclati quando l’ammasso raggiungeva una dimensione sufficientemente corposa. Gli abitanti di Pompei si servivano dei materiali riciclati per riempire le mura di nuovi edifici. Una volta impilati i materiali riutilizzati, e creati i nuovi muri, questi ultimi venivano ricoperti di intonaco: un’operazione che serviva a dare un aspetto più gradevole alla nuova costruzione.

Prima dello studio portato avanti da un gruppo di ricerca dell’Università di Cincinnati, gli scienziati ritenevano che le pile di rifiuti lasciate fuori dalle mura del sito archeologico fossero macerie prodotte dal terremoto del 62-63 d.C., precedente alla terribile eruzione vulcanica del 79 d.C. che sancì la fine dell’antica città.

L’indagine rivela che i pompeiani effettuavano la raccolta differenziata: conservavano i rifiuti in prossimità delle loro abitazioni con la consapevolezza di poterli riutilizzare il prima possibile. Una grande differenze rispetto a quanto succede al giorno d’oggi, con i rifiuti che vengono allontanati il prima possibile dalle case e solo in un secondo momento, alcuni di loro vengono riciclati.