Quando la bottega di maestri ramai diventa uno dei musei più grandi d'Europa

Realtà leader nella produzione di manufatti in rame, la Bottega Navarini offre un percorso museale esclusivo dove ammirare e conoscere un'arte antichissima

Quando la bottega di maestri ramai diventa uno dei musei più grandi d'Europa

Una grande famiglia di maestri ramai che è riuscita a trasformare una rinomata bottega artigiana in uno dei musei più grandi d’Europa. Una bella avventura iniziata nel piccolo sobborgo di Ravina di Trento nel 1958 da Pierino Navarini, la cui storia di ramaio comincia a soli sedici anni in una fonderia di Vela, dove acquisisce i segreti della fusione e l’abilità manuale nella lavorazione dei lingotti di metallo al maglio, per poi apprendere e perfezionare successivamente l’arte certosina del lavoro di sbalzo e cesello presso la bottega dello zio.

Una volta aperta la propria attività nel paese situato ai piedi del monte Bondone, sotto l’imponente parete del Palon che con i suoi 2098 m domina la Val delle Gole solcata dal fiume omonimo, Pierino si distingue subito per la maestria artigiana nella produzione di stampi da budino, fioriere, mestoli, secchi ma soprattutto di oggetti sacri, tanto che le richieste fioccano da ogni parte d’Italia, arrivando anche dal mercato austriaco e tedesco. Nel 1978, il primogenito Fiorenzo affianca il padre nel lavoro di bottega; qualche anno dopo è la volta del figlio Stefano, poi si uniranno le nuore Roberta e Claudia e la figlia Marina.

Quando la bottega di maestri ramai diventa uno dei musei più grandi d'Europa

La famiglia di ramai si allarga e diventa Navarini S.a.s., dove le tecniche di lavorazione tradizionale sono affiancate alla modernità che avanza e spinge a soddisfare le richieste di un mercato in continua evoluzione. Oggi, la Bottega Navarini è diventata una realtà leader nella produzione di manufatti in rame, imponendosi anche nel mondo enogastronomico con la produzione di una una vasta gamma di pentole altamente professionali, caratterizzate da robustezza, spessore, stagnatura a fuoco, ma anche portavivande, scaldpane, sottopiatti e chicche d’autore come l’alambicco ornamentale o il portaghiaccio.

Quando la bottega di maestri ramai diventa uno dei musei più grandi d'Europa

Da questa passione viscerale per il metallo rosso, nonché dalla volontà della famiglia Navarini di poter tramandare la conoscenza di un’antica e nobile arte come quella della lavorazione del rame, è nato un vero e proprio Museo che ospita una raccolta straordinaria e unica in Europa di circa tremila manufatti in rame, dal ‘500 al secondo dopoguerra. Disposti tra avvolti cinquecenteschi, in un percorso museale di sette sale, si possono ammirare le bigonce per il vino o gli alambicchi per distillare la grappa, ma anche lavabi e lanterne e oggetti di uso comune come recipienti utilizzati nelle dimore nobiliari ma anche nelle cucine contadine, tra cui stampi, attingitoi, casseruole, vasi per la macerazione delle erbe officinali, a cui si alternano mobili d’epoca intagliati e dipinti.

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