Pontremoli, borgo da salvare: l'idea dei giovani del paese

Per salvare il borgo di Pontremoli, i giovani del paese hanno deciso di lanciare il progetto start working: di cosa si tratta e come funziona

Pontremoli

Nella Lunigiana c’è un borgo da salvare e i giovani del paese, Pontremoli, hanno deciso di provarci attraverso il lavoro. I ragazzi della onlus di turismo responsabile “Farfalle in cammino” hanno lanciato il progetto “Start-working… da Pontremoli!“, iniziativa pensata durante il primo lockdown e avviata subito dopo l’estate 2020.

Cos’è il progetto “Start Working da Pontremoli” e come funziona

I membri dell’associazione di turismo responsabile “Farfalle in Cammino” sono un gruppo di ragazzi e ragazze accumunati da un amore viscerale per Pontremoli e la Lunigiana. Hanno deciso di avviare il progetto “Start-working… da Pontremoli!”, senza scopo di lucro e patrocinato dal Comune di Pontremoli, per promuovere il borgo, dove c’è tutto quello che serve, tranne il lavoro. L’obiettivo della onlus è portarcelo.

Il progetto prevede un “invito speciale“: chiunque stia valutando di trasferirsi a Pontremoli per lavorare in smart-working, se lo vuole, è ospitato gratuitamente della onlus per un giorno intero, in modo da poter scoprire le bellezze di Pontremoli. Per chi decide di trasferirsi, poi, è attivo un servizio di ricerca abitazione e un servizio gratuito di “welcoming” per imparare a conoscere più nel dettaglio Pontremoli, le sue tradizioni, i suoi abitanti e gli altri lavoratori “start-workers”.

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Perché scegliere Pontremoli per lavorare in smart working

Così l’associazione presenta Pontremoli come luogo ideale per lo smart working: “Vivere e lavorare da Pontremoli è come avere la botte piena e la moglie ubriaca. ​È un’alchimia perfetta tra la vicinanza a città importanti, mare e monti, la presenza di tutti i servizi che servono, una qualità della vita stratosferica e un senso di comunità unico e travolgente”.

La posizione è “top“: nello stesso tempo che ci vuole per andare da Monza a Milano, da Pontremoli è possibile raggiungere 8 capoluoghi di provincia, passare dal mare della Versilia, alle 5 terre, agli impianti sciistici dell’Appennino Tosco-Emiliano, fino alle Alpi Apuane. E Milano è a sole 2 ore di auto.

I servizi sono “da Re“, tra internet ad alta velocità, attività commerciali, scuole, supermercati e tanto altro.

L’atmosfera è “wow“: “Pontremoli – spiegano dall’associazione – è una città estremamente viva, con tradizioni forti e sentite e che ospita decine di eventi ogni anno, alcuni di caratura nazionale. ​Questi eventi sono organizzati dalle numerosissime associazioni di volontariato presenti sul territorio, che fanno sì che chi vive a Pontremoli si senta veramente parte di una comunità”.

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Alla scoperta di Pontremoli

Pontremoli è un comune di circa 7 mila abitanti in provincia di Massa-Carrara, in Toscana (di cui è il comune più a nord). Geograficamente e culturalmente, appartiene alla regione storica della Lunigiana.

Secondo un’ipotesi fondata, Pontremoli corrisponderebbe alla leggendaria Apua, capitale dei Liguri Apuani. Gli Apuani, una volta sconfitti dai Romani, furono deportati nel Sannio, dal momento che, con la loro guerriglia, impedivano alle Legioni l’occupazione del territorio circostante. Una parte di loro riuscì a sfuggire, rimanendo nascosta nei folti boschi e nelle impervie valli. I primi insediamenti nella zona risalgano al I millennio avanti Cristo.

Tra i monumenti di particolare interesse spiccano la Concattedrale di Santa Maria del Popolo, la Chiesa della Santissima Annunziata con il monastero Agostiniano e la Chiesa di San Francesco e dei santi Giovanni e Colombano.

Pontremoli, però, è conosciuta in Italia e nel mondo anche per un’eccellenza presidio Slow Food: si tratta dei Testaroli, gli “antenati della pasta” fatti con solo tre ingredienti e, cioè, farina, acqua tiepida e sale.