Ultima Generazione contro Cracco: polemica sui prezzi della cena
Gli attivisti di Ultima Generazione sono tornati al ristorante di chef Carlo Cracco in Galleria a Milano, versando passata di pomodoro sulle verande
Gli attivisti di Ultima Generazione hanno preso di mira nuovamente il ristorante di Carlo Cracco in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano: i manifestanti hanno versato tre bottiglie di passata di pomodoro sulle verande del locale dello chef.
Pomodoro sulle vetrine di Cracco: la polemica
Il gesto degli attivisti rientra nell’ambito della campagna “Il Giusto Prezzo” portata avanti da Ultima Generazione che considera troppo alti i prezzi del menu del locale meneghino.
“Per la seconda volta in una settimana, torniamo a gridare contro l’assurdità di un paese dove una cena di lusso costa quanto la spesa mensile di una famiglia – si legge in una nota dell’associazione riportata da ‘Repubblica’ – e ancora, da Carlo Cracco, solo silenzio”.
A qualche giorno dalla prima protesta, gli attivisti sono tornati all’esterno del ristorante di Carlo Cracco in Galleria Vittorio Emanuele II, versando tre bottiglie di passata di pomodoro nella veranda del locale.
Il primo blitz risale a mercoledì 19 marzo 2025, quando alcuni manifestanti di Ultima Generazione sono entrati nel ristorante di Cracco, esponendo uno striscione. Nella stessa occasione, cinque attivisti si sono seduti a terra nei pressi del locale in segno di protesta.
“Siamo qua da Cracco per chiedere un pasto sospeso – ha gridato a gran voce una manifestante – perché non è giusto che qua dentro un pasto costa quanto un mese del mio affitto. Il sistema è sbagliato, siamo qua a chiedere che chi ha il potere faccia la sua parte”.
L’atto andato in scena era nel ristorante di chef Carlo Cracco era stato poi spiegato così in una nota dell’associazione: “Milano ha un’anima solidale, è una città che ha sempre saputo aiutare, accogliere e costruire reti di supporto. Oggi questa tradizione non è sparita: è nascosta sotto coltri di lusso, eccessi e disuguaglianza estrema. Siamo entrati in questo simbolo del lusso e dell’opulenza per ricordare che, al di fuori dei salotti dorati, c’è un Paese che lotta per sopravvivere”.
Il movimento di Ultima Generazione: le proteste
“Con delle piccole richieste, semplici da accogliere da parte del Governo, è molto semplice ottenere grandi risultati, spesso maggiori rispetto alle richieste di partenza” si legge sul sito ufficiale del movimento di Ultima Generazione.
Le proteste degli attivisti sono “non violente”, scelta che rappresenta “principio cardine e fondamento di tutte le azioni di disobbedienza civile” che vengono messe in atto.
Sulla homepage del sito di Ultima Generazione c’è anche una lunga nota che riguarda le richieste nei confronti del Governo per combattere i mutamenti climatici: “Abbiamo superato la soglia di 1,5 gradi che avrebbe dovuto tenerci al sicuro e ora ci troviamo di fronte a una crisi in rapida accelerazione che minaccia la società civile ordinata e il nostro intero modo di vivere. Ampie parti del mondo stanno diventando inabitabili.
Il caldo estremo e le inondazioni rendono impossibile la coltivazione del cibo e costringono le persone ad abbandonare le proprie case. I nostri sistemi sanitari, le nostre economie e la nostra sicurezza sono minacciati. Abbiamo urgentemente bisogno di eliminare gradualmente petrolio, gas e carbone per sempre, al fine di ridurre al minimo il danno alle nostre famiglie e comunità”.
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