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Pasti gratuiti da Carlo Cracco: la nuova protesta (e la proposta)

Terzo blitz in pochi giorni di Ultima Generazione al ristorante di Carlo Cracco in Galleria Vittorio Emanuele a Milano: la richiesta degli attivisti

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Chef Carlo Cracco

Nuova azione di Ultima Generazione da Cracco: gli attivisti sono tornati al ristorante dello chef in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano per il terzo blitz nel giro di una settimana, portando avanti la campagna chiamata “Il Giusto Prezzo”.

Ultima generazione, nuova protesta da chef Cracco

Verso le ore 13.30 di mercoledì 26 marzo 2025, come riferito da ‘Adnkronos’, due ragazze e un ragazzo hanno fatto il loro ingresso all’interno del ristorante milanese di chef Carlo Cracco per ribadire la loro protesta.

Nel giro di poco tempo è intervenuta la polizia che ha bloccato i manifestanti: gli agenti li hanno poi accompagnati in  questura, dove è stata valutata l’esatta dinamica dei fatti e la condotta nell’azione di protesta nel locale meneghino.

Gli attivisti di Ultima Generazione hanno spiegato così il terzo blitz al ristorante in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano: “Siamo per la terza volta nel Ristorante Cracco per denunciare un’Italia sempre più divisa, dove le disuguaglianze crescono nell’indifferenza di chi detiene il potere e vive nel lusso. Scegliamo di venire qui perché questo luogo rappresenta una realtà distaccata, una bolla che esiste solo grazie allo sfruttamento e alla precarietà di chi sta fuori. È qui che il nostro messaggio può arrivare più forte”.

Spiegando i motivi della loro protesta, gli attivisti hanno precisato che il loro attacco nei confronti di Carlo Cracco, uno dei migliori chef d’Italia, serve a mettere in evidenza le differenze tra chi ha bisogno e chi invece può permettersi pasti in locali rinomati, ma non che il problema sia lo stesso Cracco:

“Attaccare Cracco non significa dire che Cracco è il problema, ma mettere in evidenza l’abisso tra chi ha troppo e chi non ha abbastanza. La fame non è una fatalità, è una questione politica. Il problema non è l’arte del cibo, ma la disparità sociale che la circonda. Non è accettabile che il lavoro di milioni di persone valga così poco da non permettere loro di vivere con dignità, mentre pochi si arricchiscono senza limiti”.

Pasti gratuiti da Cracco: la richiesta degli attivisti

Nel terzo blitz al ristorante di Cracco, gli attivisti di Ultima Generazione hanno chiesto pasti gratuiti a persone che non fanno parte della clientela abituale del locale in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano:

“Anche Cracco può scegliere da che parte stare – hanno spiegato i manifestanti – la richiesta che noi vogliamo rivolgergli è di aprire le porte del suo ristorante, ogni giovedì, offrendo pasti gratuiti a persone al di fuori della sua abituale clientela. Un gesto simbolico per sostenere chi sta affrontando difficoltà, dimostrando che la buona cucina può essere anche un atto di solidarietà”.

La prima azione nei confronti del ristorante di Cracco da parte di Ultima Generazione è datata 19 marzo, quando alcuni manifestanti sono entrati all’interno del locale esponendo uno striscione, mentre altri si sono seduti a terra all’esterno, in segno di protesta. Il secondo blitz della campagna intitolata “Il Giusto Prezzo”, invece, è andato in scena qualche giorno più tardi e ha visto gli attivisti versare passate di pomodoro sulle verande del ristorante milanese.