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La Pizza Napoletana si può chiamare così solo a una condizione

L'UE ha stabilito che si può chiamare Pizza Napoletana solo il prodotto conforme al disciplinare di produzione registrato con il marchio STG

Quale pizza si può chiamare Napoletana

Momento storico per la Pizza Napoletana: d’ora in avanti si potrà chiamare così solo a una condizione per decisione dell’Unione Europea.

Potrà essere chiamata Pizza Napoletana esclusivamente il prodotto conforme al disciplinare di produzione registrato con il marchio di Specialità Tradizionale Garantita (STG): è quanto emerge dall’analisi del Regolamento UE 2022/2312 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 307 nella giornata del 28 novembre 2022.

La decisione dell’Unione Europea sul nome Pizza Napoletana

La Gazzetta Ufficiale dell’UE riporta l’iscrizione con riserva del nome Pizza Napoletana STG nel registro delle Specialità Tradizionali Garantite: una decisione storica per uno dei piatti italiani più apprezzati, invidiati e imitati al mondo.

La decisione presa da parte dell’Unione Europea potrebbe avere un impatto enorme sulle pizzerie di tutta Europa: tutti i locali che dietro al nome Pizza Napoletana non hanno il prodotto certificato che risponde ai requisiti previsti, rischierebbero una sanzione.

Già nel 2010 la Pizza Napoletana era stata registrata come STG: la svolta epocale è rappresentata dal cambio del regime di protezione che passa da “senza riserva del nome” a “con riserva del nome”. Questa presa di posizione serve a salvaguardare la registrazione del prodotto dopo che era stata abolita la possibilità di registrare nomi di prodotti agricoli o alimentari in STG senza riserva d’uso del nome.

Nel 2015 il Ministero delle Politiche Agricole inserì la tutela del nome Pizza Napoletana nella Gazzetta Ufficiale in seguito alla richiesta da parte dell’Associazione Pizzaioli Napoletani, che quest’anno è stata protagonista del pizza-gate di Flavio Briatore. La decisione dell’UE sancisce l’iscrizione definitiva che regolamenta una volta per tutte la nuova dicitura.

Molte pizzerie, soprattutto fuori dall’Italia, usano in maniera impropria il nome di Pizza Napoletana, chiamando così le pizze con il bordo alto. Da adesso, però, chi è fuori dal disciplinare della Comunità Europea rischia di essere multato da parte dell’ICQRF, l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari che è l’organismo preposto al controllo.

Vera Pizza Napoletana: la storia, le origini e la ricetta

Inserita all’interno dell’elenco delle trenta ricette della cucina italiana che tutti dovrebbero provare secondo la Cnn, la Pizza Napoletana è la regina di tutte le pizze: nel 2017 l’arte del pizzaiuolo napoletano è stata dichiarata patrimonio immateriale dell’umanità dall’UNESCO.

Le origini della vera Pizza Napoletana, la preferita dagli italiani che nel 2021 hanno mangiato 2,7 miliardi di pizze, risalgono al periodo che va dal 1715 al 1725. Qualche anno più tardi Vincenzo Corrado scrisse un trattato sulle abitudini alimentari di Napoli, osservando come fosse costume del popolo condire la pizza con il pomodoro.

Secondo la tradizione, esistono solo due varianti di Pizza Napoletana che differiscono tra di loro esclusivamente per il condimento: la Marinara, condita con pomodoro, aglio, origano e olio, e la Margherita, condita con pomodoro, mozzarella STG a listelli, mozzarella di bufala campana a cubetti, basilico e olio.

Ciò che rende unica la Pizza Napoletana è l’impasto simile a quello per il pane, con farina di grano tenero ’00’ e completamente privo di grassi. L’impasto deve lievitare a lungo per sviluppare molta anidride carbonica: successivamente viene steso a mano in forma di disco senza toccare i bordi che in cottura andranno a formare il tipico cornicione.