Panicale, il borgo umbro che ha conquistato il New York Times

Dopo essere stato citato tra i borghi più belli d'Italia dal Telegraph, Panicale ha stregato anche il New York Times che ha dedicato un articolo al borgo

Panicale, il borgo umbro che ha conquistato il New York Times

Panicale, comune di poco più di 5mila abitanti in provincia di Perugia, in Umbria, già citato tra i “borghi più belli d’Italia” dal ‘Telegraph’, ha conquistato anche il ‘New York Times’.

Agli inizi della pandemia di Coronavirus, alla luce delle limitazioni ai viaggi, il celebre quotidiano ha inaugurato una nuova rubrica, chiamata “The World Through a Lens” (“Il mondo attraverso una lente”).

Proprio in un articolo pubblicato in questa rubrica, il fotografo Barry L. Schwartz ha deciso di trasportare i lettori del ‘NYT’ in Italia e, più precisamente, a Panicale. Il fotografo ha raccontato la sua vacanza a Panicale nel 2017, soffermandosi sulle bellezze del paese umbro e sulla vita quotidiana del borgo.

L’articolo su Panicale pubblicato sulle colonne del ‘New York Times’ è stato condiviso su ‘Facebook’ anche dal sindaco del borgo umbro, Giulio Cherubini.

Il primo cittadino ha spiegato: “Si parla dell’esperienza di viaggio del fotografo e giornalista Barry Scwartz a Panicale nel 2017 e che ora il giornale NYTimes pubblica in questo periodo di pandemia per la serie ‘Il mondo attraverso una lente’. Panicale era una tappa della luna di miele di Barry, che vive in California, e che ha conosciuto Panicale grazie a Steve Siegelman (scrittore californiano con casa a Panicale)”.

Il post del sindaco prosegue così: “Barry non era mai stato in Italia prima e questa esperienza a Panicale è stata come un balsamo per lui, perché ha trovato l’autenticità in ogni dettaglio (dalle pietre al cibo, alle persone). Parla della terrazza sul Trasimeno e della visita guidata che hanno fatto con l’Ufficio Informazioni turistiche. Il Teatro Caporali, in particolare ha elettrizzato Maggie (sua moglie) che è una stilista”.
Ancora Cherubini: “Il Museo del Tulle, dedicato al ricamo e che ospita Dalia Lazar, artista in residenza (che loro hanno sentito suonare mentre passeggiavano per Panicale). La Chiesa della Madonna della Sbarra, con il suo piccolo museo di oggetti e paramenti sacri”.
La chiosa finale del sindaco di Panicale: “Visitare luoghi che hanno una lunga storia è stato per Barry e Maggie un viaggio formativo, un GRAND TOUR di riflessione: ‘rimane un sacco di vita e bellezza nei muri antichi, nelle persone incontrate, nel cielo sotto l’aereo… che sorvola i campi’”.