Necropoli di Cerveteri e Tarquinia: alla scoperta degli Etruschi

Le necropoli di Cerveteri e Tarquinia, inserite nell'elenco dei Patrimoni dell'Umanità Unesco, sono la più grande testimonianza della civiltà etrusca

Le necropoli di Cerveteri e Tarquinia, nel Lazio, costituiscono una testimonianza straordinaria dell’antica civiltà etrusca, l’unica civiltà urbana dell’epoca pre-romana in Italia. Gli affreschi delle tombe, arrivati fino ai giorni nostri, riproducono fedelmente la vita quotidiana degli Etruschi. Tra i primi esempi di nuclei sepolcrali esistenti in Italia, le necropoli di Cerveteri e Tarquinia sono state inserite nell’elenco dei luoghi Patrimoni dell’umanità dell’Unesco.

Cerveteri

La storia delle necropoli di Cerveteri e Tarquinia

Le due necropoli, quella della Banditaccia di Cerveteri e quella dei Monterozzi di Tarquinia, rappresentano un riflesso diretto della vita culturale, economica e politica dell’Etruria, e offrono al tempo stesso una testimonianza unica sugli usi funerari degli Etruschi.

Gli Etruschi hanno abitato l’Italia centro-occidentale, nei territori che oggi appartengono alla Toscana e al Lazio, a partire dal IX secolo a.C., con la loro cultura che raggiunse il culmine nel VI secolo a.C., prima di scomparire sotto la civiltà dei romani.

Necropoli Cerveteri

La necropoli di Cerveteri

La necropoli della Banditaccia di Cerveteri risale al VII secolo a.C. e con circa 20.000 tombe a camera (nella foto in cima all’articolo), è una delle zone archeologiche più interessanti e suggestive non soltanto d’Italia, ma di tutta l’area mediterranea. La varietà tipologica delle tombe permette di seguire lo sviluppo dell’architettura funeraria etrusca, che rispecchia da vicino anche quella civile.

Le tombe della necropoli di Cerveteri sono organizzate in un piano urbanistico molto simile a quello di una città, con strade, piazzette e quartieri: la loro tipologia varia in base al periodo storico e allo status della famiglia cui appartenevano. I tumuli stessi (nella foto qua in alto) riproducono tipologie di edifici che non esistono più in nessuna altra forma.

Tra le più significative ci sono: la Tomba dei Vasi Greci, accessibile attraverso un corridoio che imita un antico tempio etrusco; la Tomba dei Capitelli, caratterizzata da un tetto piano che riproduce fedelmente quello delle abitazioni degli Etruschi; la Tomba dei Rilievi (nella foto in basso), con 13 nicchie funerarie matrimoniali di stucco dipinto con cuscini rossi.

Tomba dei Rilievi

La necropoli di Tarquinia

La necropoli dei Monterozzi di Tarquiniala cittadina simbolo dell’era etrusca, si è sviluppata a partire dal VII secolo a.C. ed è famosa per le sue tombe dipinte. Questo complesso di monumenti costituisce la più preziosa serie di documenti pittorici conservata non solo in Etruria ma in tutto il mondo classico prima dell’età imperiale romana.

Le tombe di Tarquinia sono ricavate nella roccia e accessibili da corridoi inclinati o gradini. La maggior parte di esse è stata costruita per una sola coppia e costituisce una camera sepolcrale. Tra gli esempi più rappresentativi troviamo la Tomba del Cacciatore, che rappresenta l’interno di una tenda di un padiglione da caccia con la sua struttura di sostegno in legno; la Tomba dei Leopardi (nella foto in basso) che deve il suo nome alla raffigurazione di due leopardi rappresentati nello spazio trapezoidale posto di fronte all’ingresso; la Tomba della Caccia e della pesca, impreziosita da una rappresentazione di danza dionisiaca in un bosco sacro e una scena di caccia e pesca.

Tomba dei Leopardi

Le altre necropoli in Italia

Oltre alle necropoli di Cerveteri e Tarquinia, l’Italia vanta molte altre testimonianze di tombe e città perdute. Tra queste c’è la necropoli del Crocifisso del Tufo di Orvieto, un vasto parco archeologico con tombe raggruppate in isolati. Norchia è un sito archeologico preistorico, etrusco, romano e medievale nei pressi di Vetralla, con le necropoli i resti della città antica che ricadono nel territorio del comune di Viterbo.

La necropoli del Gaudo di Paestum, altro sito archeologico Patrimonio dell’Umanità, si estende per circa 2milla metri quadrati e venne scoperta in maniera casuale nel corso dello sbarco a Salerno dell’US Army, durante i lavori per la realizzazione di una pista di atterraggio. Di straordinario interesse anche le necropoli rupestri di Pantalica (foto a fondo pagina), località naturalistico-archeologica della provincia di Siracusa.

Pantalica