Arriva il Prosecco Rosé, ma è già polemica

È nato il Prosecco Spumante Rosé Millesimato che sarà prodotto con uve Glera e Pinot Nero. La notizia ha però scatenato le polemiche dei puristi

 

Arriva il Prosecco Rosé, ma è già polemica

C’è una novità per gli amanti delle bollicine: è nato il Prosecco Rosé. È stata, infatti, approvata all’unanimità, dal Comitato Nazionale Vini del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, la proposta di modifica del disciplinare di produzione della DOC Prosecco che prevede l’introduzione della tipologia Rosé.

Ora si attende la pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale e l’entrata in vigore del successivo Decreto Ministeriale, che ufficializzerà la modifica a livello nazionale, avviando l’iter comunitario.

“A tutti coloro i quali hanno contributo all’ottenimento di questo importante risultato va il nostro ringraziamento che, in considerazione del momento che stiamo vivendo, è particolarmente sentito”, ha commentato il Presidente del Consorzio di Tutela della DOC Prosecco, Stefano Zanette.

Il nome deciso dal Consorzio per il nuovo vino è “Prosecco Spumante Rosé Millesimato“. Sarà prodotto con uve Glera e Pinot Nero (10% – 15%), e apparirà l’annata in etichetta. Le vendite saranno possibili dal primo gennaio dopo la vendemmia.

La notizia era già nell’aria da qualche tempo, e dato che parliamo di uno dei vini italiani più venduti e conosciuti al mondo, le polemiche di puristi e tradizionalisti non si sono fatte attendere.

L’idea che il disciplinare di produzione possa prevedere una percentuale di Pinot Nero, vinificato in rosso, al fine di ottenere un rosato non è stata accolta con piacere tra i produttori di Prosecco che da sempre cercano di proteggerlo nel nome della più pura tradizione.
Tra questi, i Vignaioli Indipendenti Trevigiani che già nel 2018 avevano preso le distanze dall’idea di introdurre il “Prosecco Rosé” nel disciplinare di produzione del Prosecco DOC.

Tra i motivi dell’opposizione, il timore che possa rendere ancor più generalista l’idea del Prosecco, diluendo ogni concetto legato a tradizione e cultura di un luogo, e venga cancellata ogni politica di valorizzazione del territorio portata avanti con fatica negli anni.

Ad esprimere amarezza per la nascita di questa tipologia mai vista all’interno dell’esteso territorio di grande tradizione vitivinicola che comprende la Doc, è anche Slow Wine, la guida di Slow Food dedicata al mondo del vino.

Molte delle critiche riguardano la scelta del vitigno a bacca rossa scelto per ottenere il Prosecco Rosé, ovvero il Pinot Nero piuttosto che il Raboso, pregiata uva nera del Piave.

Tuttavia, non è la prima volta che Glera e Pinot Nero sono stati utilizzati per la produzione di vini spumanti di colore rosato. Testimonianze dell’assemblaggio dei due vini risalgono da prima della costituzione della DOC Prosecco, avvenuta il 17 luglio 2009, poiché, all’epoca, era consentita la produzione di spumante rosato generico con riferimento al Prosecco, utilizzando il Pinot Nero vinificato in rosso.