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"Milano sotto attacco": la polemica di Sgarbi sui "barbari"

Secondo il critico d'arte, oggi sottosegretario alla Cultura, Vittorio Sgarbi, a Milano c'è un'avanzata dei barbari che non è tollerabile: il caso

Secondo Vittorio Sgarbi la città di Milano è “sotto attacco“. Il critico d’arte, oggi sottosegretario alla Cultura, ha polemizzato con la decisione della commissione Paesaggio del Comune di dare il via libera alla demolizione di una villa eclettica in stile neo-medievale nel distretto della Maggiolina, all’angolo tra via Tullo Morgani 19 e via Arbe a Milano. Questa demolizione, già iniziata e già in stato avanzato, segue l’abbattimento di una palazzina in Porta Romana.

Cosa ha detto Vittorio Sgarbi

In alcune dichiarazioni riportate dal ‘Corriere della Sera’, il sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi ha affermato: “Non si riesce a capire quale cupio dissolvi investa una città importante per i suoi monumenti. Questa avanzata dei barbari a Milano non è tollerabile“.

L’intervento della villa della Maggiolina è finalizzato alla ristrutturazione con parziale demolizione e ricostruzione e ampliamento tramite impiego di diritti edificatori perequati e incentivo del 5% per la formazione di un nuovo edificio residenziale, disposto su 3 livelli fuori terra e un livello seminterrato destinato ad autorimessa, cantine e locali tecnici.

Nei mesi scorsi Vittorio Sgarbi aveva già inviato una segnalazione alla sovrintendente Emanuela Carpani, ma la sua iniziativa non ha sortito alcun effetto. Lo stesso Sgarbi ha spiegato: “Ho verificato al protocollo. Non è pervenuto nulla in quanto l’immobile non ricade nemmeno in zona di tutela paesaggistica”.

Il sottosegretario alla Cultura ha anche detto: “Invito la sovrintendente Carpani a dare seguito ai suoi proponimenti, anche pubblicamente espressi, di sollecitare alle autorità comunali una maggiore sensibilità nelle modalità di trasformazione dell’edilizia storica minore attraverso una mappatura con l’indicazione del grado di intervento da limitarsi, nei casi storicamente più significativi, al restauro o al risanamento conservativo. Questa avanzata dei barbari a Milano non è tollerabile”.

Il piano della sovrintendente Carpani

Alla fine del mese di agosto, ‘La Repubblica’ aveva illustrato il piano della sovrintendente Carpani, che ha inviato una lettera al Comune di Milano, alla Città metropolitana, alla Regione e al ministero della Cultura.

L’invito, esteso anche ai comuni dell’hinterland, è stato quello di segnalare alla sovrintendenza ogni richiesta di demolizione e ricostruzione di un edificio con più di 70 anni prima del rilascio dei titoli abitativi, così che si possa valutare caso per caso se ci siano gli estremi per chiedere un vincolo, una modifica di progetto, la salvaguardia di un elemento architettonico.

L’idea di Emanuela Carpani prevede, però, anche la realizzazione di una mappa di tutti i palazzi pubblici e privati con oltre 70 anni che abbiano un qualche interesse culturale per la città di Milano, allo scopo di trovare degli strumenti nuovi per proteggerli dalla demolizione nel caso in cui si ritenga abbiano elementi di pregio o in presenza di edifici con caratteristiche stilistiche particolari come il liberty, l’art deco, il razionalismo etc, oppure interventi che appartengono a tipologie specifiche come l’archeologia industriale, l’edilizia rurale, i parchi e i giardini.

“Sarebbe necessario disporre di una mappatura che consenta una conoscenza capillare del costruito storico” ha scritto la sovrintendente Emanuela Carpani nella lettera indirizzata al Comune di Milano, alla Città metropolitana, alla Regione e al ministero della Cultura.