Lo street food più antico della storia
Il cibo di strada nasce secoli fa, già gli antichi romani lo vendevano nei loro chioschi.
Il cibo per noi italiani non è solo fonte di sostentamento, dietro c’è una cultura profonda e radicata nei secoli. Lo street food è sempre stato fondamentale per i viaggiatori che percorrevano le strade del nostro Paese sin dall’Antica Roma. All’epoca i Romani erano soliti consumare i pasti in piedi, velocemente, sostando in locali che affacciavano sulla strada. Di queste strutture rimangono importanti resti a Roma e a Pompei. Nella città distrutta dall’eruzione del 79 ne sono state individuate addirittura più di 200. La cosa non deve stupire considerato che, dagli scavi archeologici risulta che pochissime erano le case dotate di cucina, per questa ragione quasi tutti erano costretti a recarsi nei tanti “ristoranti” presenti lungo le strade cittadine.
I thermopolia o popinae e le cauponae erano i luoghi in cui, all’epoca, venivano preparate zuppe, carni, pesci, frutta secca, tutto cibo che era poi venduto agli avventori. Spesso questi locali erano associati ad alberghi che ospitavano i viaggiatori. Le strutture, alcune ancora visibili a Pompei, erano composte di un bancone che conteneva i dolia, grandi recipienti in cui erano conservati i cibi e su un lato erano, invece, disposti altri vasi contenenti altre pietanze e un fuoco dove riscaldarle, all’occorrenza. Erano delle vere e proprie bancarelle che vendevano cibo, proprio come quelle che capita di trovare nelle strade delle nostre città in occasione di feste o sagre. Un’invenzione, quella dello street food, antica ma ancora attualissima.
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