A Lipari e Pantelleria c'è una pietra rara e leggendaria

Sulle due isole della Sicilia si trovano alcuni dei più importanti giacimenti di ossidiana, a cui sono attribuite proprietà magiche e terapeutiche

A Lipari e Pantelleria c'è una pietra rara e leggendaria

Le isole di Lipari e Pantelleria sono destinazioni di viaggio ambite da sempre, per il loro meraviglioso patrimonio naturalistico, storico, artistico e culturale. Quello che però forse non tutti sanno, è che sin dal periodo preistorico, la principale fonte di ricchezza di queste due perle della Sicilia è stata per anni alimentata dalle operazioni di estrazione dell’ossidiana.

Si tratta di un vetro vulcanico, molto ricercato nell’antichità per la fabbricazione di strumenti taglienti, prevalentemente lance e frecce, mentre gli antichi Egizi la usavano per realizzare scarabei e sigilli. Per millenni questa preziosissima pietra è stata una delle merci principali nel commercio del Mediterraneo e ha sostenuto la vita economica delle due isole siciliane.

La sua formazione è dovuta al rapidissimo raffreddamento della lava che dà vita ad una roccia a consistenza vitrea traslucida di colore nero composta per il 75% da biossido di silicio.
Abitata sin dagli inizi del V millennio a.C., Lipari fu un grande centro di diffusione dell’ossidiana, e proprio la sua considerevole presenza in natura permise il fiorire di un’ intensa attività artigianale specializzata, testimoniata dall’abbondanza di scarti di lavorazione, recuperati presso il filone lavico della spiaggia della Papesca.

Proprio qui, sulla costa nord orientale dell’isola, si possono ammirare le cave di pomice e di ossidiana e si possono ancora scorgere i vecchi pontili utilizzati per caricare sulle navi il minerale estratto.
In seguito all’eruzione del Monte Pelato, avvenuta intorno al 700 d. C, si verificò inoltre un’enorme colata di rioliti ossidianacee, quella delle Rocche Rosse, che raggiunse il mare a Punta Castagna.

L’ossidiana di Pantelleria si distingue invece per il colore verde bottiglia, per cui è stata soprannominata “Filo d’erba”. Le prime testimonianze certe della presenza umana sull’isola risalgono al neolitico, quando ad attrarre i primi uomini nella “Perla Nera” del Mediterraneo furono proprio i primi giacimenti di questo prezioso vetro vulcanico. Delle officine di scheggiatura dell’ossidiana a Pantelleria rimangono tracce nelle aree prossime alle colate di Salto la Vecchia e Balata dei Turchi e nella zona di Cimillia, dove sono state ritrovate centinaia di strumenti e schegge di lavorazione..

In virtù delle sue incredibili qualità estetiche, come la lucentezza e la durezza, l’ossidiana è stata utilizzata sin dall’antichità sia per realizzare strumenti taglienti ma anche per creare elementi decorativi, come pendenti, statue e specchi. Molti, inoltre, attribuiscono all’ossidiana proprietà terapeutiche e magiche, considerandola un portentoso talismano in grado di scacciare le energie negative.