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Le città italiane che hanno le imposte più alte

Un recente studio condotto da Unimpresa ha evidenziato quali sono le città più tassate d'Italia

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fisco e tasseLe città più tassate d’Italia, secondo la mappa del fisco locale sono sette. A vantare il triste primato di luoghi con la più alta percentuale di aliquote fiscali per le varie imposte sono Roma, Torino, Napoli, Genova, Bologna, Ancona e Campobasso.

Imu, Tasi, Irap e addizionale Irpef risultano infatti particolarmente pesanti in queste sette città. La classifica prevedeva l’assegnazione di un punto per ognuna delle quattro voci che risultasse particolarmente onerosa. Il confronto è stato fatto sulle aliquote praticate dai vari Comuni nell’anno 2015.

Imprese, famiglie, capannoni industriali e attività artigianali risultano per tre casi su quattro più dispendiosi in questi capoluoghi rispetto alle altre città italiane. Per portare avanti lo studio Unimpresa ha messo a confronto i dati forniti dall’Agenzia delle Entrate, dal Dipartimento delle Finanze e dalla Corte dei Conti.

Le aliquote prese in esame sono Imu, Tasi, Irap e addizionale Irpef. Per quanto riguarda l’Imu si tratta di una imposta con percentuale determinata dai singoli Comuni, entro un limite minimo e uno massimo imposti dallo Stato. La Tasi è la tassa sui servizi indivisibili, e vede ancora una volta i Comuni responsabili della scelta di aliquota applicata.

Le addizionali sono imposte dovute a carattere comunale e provinciale, in aggiunta all’aliquota Irpef dovuta allo Stato in funzione del reddito prodotto da ogni singolo individuo.

L’Irap è invece un’imposta che grava sui possessori di reddito da impresa, e che colpisce il ricavo prodotto nell’esercizio di tale attività. Si tratta di un’imposta regionale, determinata sulla base di criteri speciali da ogni singola Regione e invariata nelle provincie che si trovano al suo interno.

Per quanto riguarda l’Imu, il prelievo fiscale dell’1,06% riguarda indistintamente le sette città, mentre per le addizionali Irpef è la Capitale ad aggiudicarsi il primato di località più cara, con il 4,23%.

La Tasi influisce con lo 0,33% a Torino, Napoli, Genova, Bologna e Ancona. L’aliquota Imu massima prevista per chi possiede una seconda casa, pari all’1,06%, non interessa però solo le sette città italiane. Su 21 centri urbani esaminati nel rapporto, ben 16 hanno ottenuto un punto per l’aliquota praticata.

L’Irap vede al comando Napoli e Campobasso, con una aliquota pari al 4,97%, mentre la Capitale si evidenzia per una pressione fiscale particolarmente alta per le addizionali Irpef.

Nel secondo gruppo delle città più tassate d’Italia troviamo Firenze, Perugia, Palermo, Bari, Trieste, Potenza e Catanzaro. Un solo punto invece per Milano, Cagliari, L’Aquila, Aosta, Trento e Bolzano. Fanalino di coda in questa classifica è Venezia, con i suoi zero punti a indicare una pressione fiscale assolutamente light.

Unica città italiana tra quelle esaminate ad avere tutte le quattro aliquote al di sotto del livello medio, il capoluogo veneto si evidenzia per una tassazione del 3,9% di Irap, lo 0,81% di Imu, lo 0,29% di Tasi e il 2,03 di addizionali Irpef.

Leggendo questa classifica appare evidente che le aliquote più alte della Capitale riguardano soprattutto le piccole e medie imprese. Infatti, mentre per quanto riguarda l’Imu, imposta legata alle abitazioni, Roma è abbastanza in linea con le altre città italiane, per quanto concerne la Tasi il prelievo fiscale risulta addirittura meno oneroso rispetto a Torino, Napoli, Genova, Bologna e Ancona.

Irap e addizionali Irpef gravano invece molto sul bilancio delle famiglie e delle imprese romane, che si vedono costrette a sborsare ogni anno imposte anche di molto maggiori rispetto alle famiglie di altre località.

Venezia quindi è l’unica località tra quelle prese in esame ad avere ottenuto un punteggio di zero stelle, quindi è di fatto la città meno tassata. La città lagunare prevede una imposta Imu per chi possiede una seconda unità immobiliare dello 0,81%, contro l’1,06% rilevato in ben sedici delle ventuno città esaminate.

Anche la Tasi rimane ben al di sotto della soglia media, con lo 0,29% contro lo 0,33% di Torino e Napoli. Per quanto concerne le addizionali Irpef invece il capoluogo veneto si piazza all’ultimo posto grazie a una aliquota del 2,03%, ben lontana dal 4,23% di Roma. Importi inferiori anche per le imprese, con un Irap che scende al 3,9%.

L’imposta dovuta sul reddito delle attività produttive fa registrare un picco massimo del 4,97% a Napoli e Campobasso.