Sorapis, nuovo allarme per il "lago turchino"

Nuovo allarme per il "lago turchino" di Sorapis, l'iconico specchio d'acqua che si trova all'interno del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo

Allarme per il lago di Sorapis

Nuovo allarme per il “lago turchino” di Sorapis: lo specchio d’acqua delle Dolomiti è vulnerabile e soffre la frequentazione inconsapevole da parte dei turisti. A lanciare l’allarme è stata la Fondazione Dolomiti Unesco.

All’indomani di Ferragosto, il sito web ufficiale delle Dolomiti Patrimonio Mondiale Unesco ha pubblicato un video realizzato dal MUSE – Museo delle Scienze in collaborazione con l’Università di Milano e del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo che spiega quali pericoli corre il Lago di Sorapis.

Nuovo allarme per il “lago turchino” di Sorapis

Fino a qualche anno fa, il “lago turchino” era una delle tante mete delle Dolomiti Ampezzane, insieme ad altri laghi della zona. Da qualche tempo a questa parte, però, il turismo è aumentato: con i cambiamenti climatici e la maggior frequentazione di certi ambienti dolomitici, si registrano problemi seri legati alla sostenibilità della frequentazione turistica.

La Fondazione Dolomiti Unesco ha lanciato un severo allarme, spiegando come il “lago turchino” ai piedi del Sorapis sia vulnerabile: la gran massa di visitatori lo mette in pericolo. A valle, nella zona del passo Tre Croci, c’è un parcheggio che può ospitare un numero limitato di auto, ma al tempo stesso, un turista o un escursionista può tranquillamente farsi qualche chilometro a piedi e parcheggiare nel piazzale di Rio Gere e nessuno può impedirgli di salire verso il Sorapis.  Il massiccio, nel versante nord, ospita tre ghiacciai in costante e forte ritiro fin dalla metà degli anni Ottanta: basterebbe anche solo questo aspetto a rendere la zona altamente vulnerabile.

L’ambiente del Sorapis è estremamente delicato: attorno all’omonimo lago fotografato e preso d’assalto nei mesi estivi da migliaia di persone, sopravvivono comunità vegetali e animali, alcune a rischio estinzione, che vanno studiate, protette e monitorate. La Fondazione Dolomiti Unesco di Cortina, località che insieme a Milano ospiterà le Olimpiadi Invernali del 2026, chiede una maggior presa di coscienza dell’ambiente, della natura e tutto ciò circonda la zona, piena di doni naturali che vanno protetti e mantenuti per le future generazioni.

Nel frattempo, il Parco delle Dolomiti d’Ampezzo, gli specialisti di MUSE e quelli dell’Università di Milano stanno studiando la dinamica passata e presente e la biodiversità floristica e faunistica del territorio, per salvaguardarlo e lasciarlo ancora fruibile.