In Italia c'è il drago in legno più grande d'Europa: la storia

A Lavarone c'è Vaia, il drago in legno più grande d'Europa: la sua storia affonda le radici nella devastante tempesta verificatasi nell'ottobre 2018

Drago Vaia

Un drago in legno, “il più grande d’Europa“, osserva i boschi dell’Alpe Cimbra da Lavarone. È l’ultima opera d’arte realizzata dallo scultore veneto Marco Martalar, con l’obiettivo di valorizzare il legno dell’Avez del Prinzep (l’abete bianco più alto d’Europa, morto a Lavarone nel novembre 2017) e gli alberi colpiti dalla tempesta Vaia (evento estremo che, nell’ottobre 2018, provocò lo schianto al suolo di milioni di alberi).

La storia del drago Vaia

Ad annunciare il completamento dell’opera è stato lo stesso Marco Martalar, su ‘Facebook’. Queste le sue parole: “Finito! Il DragoVaia, oltre un mese di lavoro, alto 6 metri e lungo 7, 3000 viti, 2000 pezzi di radici e scarti della famosa tempesta Vaia. Perché un drago e dove si trova e come ci si arriva saranno le novità che potrete trovare su questa pagina. Per ora possiamo dirvi: questo inverno munitevi di ciaspole e dalla pista tablat un percorso facile vi porterà alla scoperta del Drago. LavaroneSki Alpe Cimbra – Folgaria Lavarone Luserna Vigolana. Un grazie a Comune di Lavarone e al Comitato valorizzazione Avez del Prinzep”.

A ‘Il Dolomiti’ l’artista ha aggiunto: “Da un paio d’anni sto lavorando intensamente utilizzando questa tecnica, che prevede una struttura interna, una sorta di scheletro, in legno sul quale poi viene fissato il materiale di recupero di Vaia”.

Ancora Marco Martalar: “Il legno che ho utilizzato non è stato trattato. Nel corso del tempo. magari fra 15 o 20 anni, l’opera sparirà dopo esser mutata a causa degli agenti atmosferici”.

Inizialmente, il progetto prevedeva la “rinascita” dell’Avez del Prinzep. Lo scultore ha spiegato il cambio di prospettiva: “L’idea era inizialmente quella di voler ridare vita allo storico albero e ora si sta puntando alla realizzazione di un percorso artistico che parla della convivenza con la natura”.

Il progetto “Lavarone green land”

Il percorso “Lavarone green land”, in Trentino, inizia e termina proprio nel luogo dove Marco Martalar ha realizzato il drago. Il sindaco di Lavarone Isacco Corradi ha spiegato a ‘Il Dolomiti’: “L’obiettivo del Comitato è valorizzare, oltre al Prinzep, anche il materiale dei boschi in generale, fornendo a cittadini e turisti un percorso tematico in ottica green. In questo contesto il drago è simbolo dell’inizio di tutto visto che, nel racconto su cui si basano le varie opere, ha creato il mondo in un sogno, svegliandosi però dopo aver capito che l’uomo non era in grado di convivere con la natura e provocando il disastro di Vaia”.

Al termine del percorso “Lavarone green land” (che prevede, oltre al Drago Vaia, anche altre 5-6 installazioni a gioco), l’intervento di un altro personaggio renderà possibile la riconciliazione tra natura e uomo.

Si ringrazia Marco Martalaer per l’uso della foto, realizzata da Mimmo Santoro.