Ferriere, il borgo italiano dove è "vietato ammalarsi"

In un borgo italiano è vietato ammalarsi: il sindaco di Ferriere Carlotta Oppizzi ha firmato un'ordinanza molto particolare in segno di protesta

Ferriere

In Italia c’è un borgo dove è “vietato ammalarsi”. Si tratta di Ferriere, piccolo comune in provincia di Piacenza, dove il sindaco Carlotta Oppizzi ha firmato una provocatoria ordinanza in cui si invitano i cittadini a “porre in essere ogni attenzione al fine di evitare di avere necessità del medico”.

Vietato ammalarsi a Ferriere: cosa dice l’ordinanza del sindaco

Nell’ordinanza firmata dal sindaco di Ferriere Carlotta Oppizzi, si legge: “Il sindaco, vista la decisione dell’ASL di Piacenza, comunicata in data 28.12.2021, di accorpare il servizio di continuità assistenziale di Ferriere a quello di Bettola a decorrere dal 1.1.2022.

Considerato che, per effetto della suddetta decisione, a far data dal 1.1.2022 il territorio del comune di Ferriere è sprovvisto di medico nei giorni festivi, prefestivi e dalle 20 alle 8 dei giorni feriali, periodi nei quali non viene fornita la continuità assistenziale.

Ritenuto che la suddetta assenza del medico renda molto più rischioso ammalarsi e stare male nei giorni e negli orari indicati.

Considerato che, nonostante le numerose sollecitazioni, l’azienda non ha ad oggi fornito alcuna soluzione.

Nelle more del ripristino del servizio da parte dell’AUSL di Piacenza.

Ordina di porre in essere ogni attenzione al fine di evitare di avere necessità del medico nei giorni prefestivi e festivi e dalle 20 alle 8 dei giorni feriali. Si invitano tutti i cittadini a rispettare la presente ordinanza”.

Cosa sta succedendo a Ferriere

L’ordinanza provocatoria firmata dal sindaco di Ferriere Carlotta Oppizzi segue la decisione dell’Ausl di togliere nel comune piacentino il servizio di guardia medica, decisione che ha scatenato le proteste e le manifestazioni di amministratori e residenti.

La medesima sorte è toccata anche al comune vicino, Ottone, in Alta Val Trebbia. In seguito a ciò è nata anche una petizione online su Change.org per chiedere che sia ripristinato il servizio in entrambi i comuni. In pochi giorni sono state raccolte 3.670 adesioni.

Anche la Coldiretti ha espresso il suo sostegno ai comuni di Ferriere e Ottone. Queste le parole del direttore Roberto Gallizzioli, riportate da ‘Libertà’: “La soppressione del servizio di continuità assistenziale nei comuni di Ferriere e Ottone è un duro colpo per le comunità di montagna. Da sempre la nostra realtà si batte per chiedere più servizi per le zone montane, in cui la presenza dell’uomo e delle attività sono un valore fondamentale per la tutela e la valorizzazione del territorio”.

Gallizzioli ha aggiunto: “Nonostante le difficoltà legate alla pandemia, abbiamo sempre mantenuto attivi i presidi di Coldiretti nei comuni di montagna come Ferriere e Ottone, un impegno che riteniamo doveroso nei confronti dei nostri associati e delle aziende agricole, le cui attività devono essere sostenute e incentivate, a tutela dell’intera comunità piacentina, per valorizzare le nostre vallate, contrastare l’abbandono e l’impoverimento territoriale e di conseguenza il rischio di dissesto idrogeologico”.

Giovanni Piazza, già sindaco di Ottone e presidente dell’associazione Piacenza nel mondo, ha inoltre spiegato in alcune dichiarazioni riportate da ‘Libertà’: “L’assenza di un presidio medico come la guardia medica provoca, oltre che evidenti problemi ai cittadini dei territori in questione, anche un danno a livello turistico pesantissimo”.