La Farinella di Putignano è in estinzione: c'è un solo produttore
La Farinella di Putignano è un antico pasto tipico, povero e nutriente, che ora rischia di scomparire

La Farinella di Putignano, da pasto povero e nutriente tipico dei contadini, abbinato a fichi secchi, erbe spontanee o cipolle selvatiche, è in via d’estinzione.
A produrla, oggi, è rimasto solo Paolo Campanella, che mantiene viva la tradizione della sua famiglia composta da mugnai da 4 generazioni. All’orizzonte, però, si profila lo spettro della mancanza di eredi e apprendisti. La produzione della farinella si aggira attorno ai 60 quintali in un anno e Campanella, già oggi, integra la sua attività lavorando altre farine, legumi e diversi prodotti locali.
La farinella è una profumatissima farina di ceci e orzo tostati, con l’aggiunta di un pizzico di sale. Originariamente, veniva fatta in casa macinando orzo e ceci in un mortaio di pietra o in legno. I contadini se la portavano nei campi in un sacchetto di tela appeso alla vita. Rappresentava il loro unico pasto.
Questa polvere sottilissima è impiegabile in vari modi. Ad esempio, è ottima mescolata con il macco (cioè la purea di fave e cicorie). Con l’aggiunta di acqua e zucchero, inoltre, la farinella è anche un dessert povero ma gustoso.
Le famiglie più agiate, a partire dal 1700 (le prime testimonianze storiche della farinella risalgono al XIV-XV secolo), iniziarono a usarla come insaporitore per la pasta al sugo, le verdure condite, le patate lessate o la frutta di stagione. Ancora oggi, gli abitanti di Putignano utilizzano la farinella come sostitutivo della tipica “scarpetta” in sughi o altri intingoli.
Il radicamento della tradizione della farinella a Putignano è dimostrato dalla nascita di una maschera del carnevale locale che porta proprio questo nome. La maschera è raffigurata come un jolly, con il costume a losanghe colorate e un cappello a tre punte con sonagli, come i colli di Putignano. La leggenda narra che sia stata proprio la farinella a salvare gli abitanti di questa cittadina pugliese da un’invasione di saraceni.
Già a distanza di poche decine di chilometri dalla cittadina in provincia di Bari, però, il “culto” della farinella è pressoché sconosciuto. E, ora, rischia di sparire del tutto anche a Putignano. La “Comunità della Farinella di Putignano“, un’unione spontanea di agricoltori, mugnai, cuochi, studiosi, storici e appassionati, è nata per sostenere il progetto di recupero e valorizzazione della Farinella di Putignano.
POTREBBE INTERESSARTI
-
Clooney, blitz segreto nella villa da sogno a Capri: quanto costa
-
Migliori città universitarie al mondo: 3 sono in Italia
-
In Italia nasce il Cammino di Francesco che attraversa 6 regioni
-
A casa di Montalbano apre una pizzeria ispirata a Camilleri
-
L'overtourism alle Tre Cime di Lavaredo è un caso internazionale
-
Prezzi sempre più alti a Matera: quanto costa una focaccia
-
Visitare il Duomo di Milano gratis: quando non si paga l'ingresso
-
Addio mare azzurro in Italia per colpa dell'alga tossica: dov'è
-
A Milano venduto un palazzo per 50 milioni: chi l'ha comprato
